mercoledì 13 settembre 2023

Agevolazioni fiscali canone locazione concordato

I soggetti titolari di diritti reali sulle unità immobiliari situate in Comuni ad elevata tensione abitativa concesse in affitto possono usufruire di alcune rilevanti agevolazioni fiscali. La lista di questi Comuni è fissata dalla Legge n. 61/E/1989. Si tratta dei Comuni di: Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Torino, Venezia ed i Comuni confinanti con gli stessi. Vi sono poi i Comuni capoluoghi di Provincia e quelli contenuti nella Delibera CIPE 13 novembre 2003, n. 087. 

Le agevolazioni previste per i proprietari delle unità immobiliari sono i seguenti:

Riduzione della base imponibile Irpef – In caso scelta per la tassazione ordinaria ad Irpef il reddito imponibile del soggetto titolare del diritto reale sull’immobile viene determinato effettuando un con­fronto tra la rendita catastale rivalutata rapportata ai giorni ed alla percentuale di possesso ed il reddito effettivo, ovvero il canone di locazione ridotto della percentuale forfetaria del 5% e rapportato alla percentuale di possesso, viene ulteriormente ridotto del 30%;

Riduzione della base imponibile per l’imposta di registro – Per i contratti di locazione a canone concordato è prevista una riduzione del 30% della base imponibile sulla quale calcolare l’imposta di registro. In sostanza, il corrispettivo annuo da considerare per il calcolo dell’imposta deve assunto per il 70% del canone di locazione;

Riduzione aliquota cedolare secca – In caso di scelta per la tassazione sostitutiva del canone di locazione con cedolare secca (da esercitare con clausola sul contratto, oppure con istanza in caso di rinnovo annuale), l’aliquota di tassazione applicabile sul 100% del canone di locazione, è ridotta dal 21% al 10%. Si tratta di un’agevolazione di notevole impatto che rende molto vantaggiosa per il proprietario la stipula di questo tipo di contratto di locazione;

Possibilità di beneficiare di detrazioni comunali – I Comuni hanno facoltà di stabilire aliquote più basse per l’Imu oppure maggiori detrazioni. Il governo dispone che i comuni possono portare al al 4 per mille l’aliquota Imu per queste abitazioni, che diversamente sarebbero soggette alla fascia compresa tra il 7,6 e il 10,6 per mille delle seconde case.

martedì 2 maggio 2023

La guerra Ucraina e la retorica. Rovelli, Pennetta e il referendum Ripudia la Guerra contro l'invio delle armi.

Nella speranza che il fisico Rovelli e Pennetta umilmente leggano queste altrettanto umili righe.

Rovelli circa un anno fa fece un semplice esempio per spiegare la guerra russo-ucraina (minuto 3:23)

https://www.la7.it/piazzapulita/video/ucraina-il-fisico-carlo-rovelli-non-e-sufficiente-che-ci-sia-un-popolo-che-soffre-e-un-aggressore-17-03-2022-429443

L'Ucraina viene rappresentata come un ragazzetto piccolino mentre la Russia come un grosso signore armato che lo aggredisce. Rovelli afferma che dall'esterno sarebbe stupido lanciare al ragazzetto un coltello per difendersi, facendo il parallelismo del mero aiuto militare all'Ucraina che scatenerebbe alla reazione la forte Russia (che è anche un principio base della fisica, ma a questo ci arriviamo dopo) rischiando perfino la morte del ragazzetto (Ucraina). Spiegazione plausibile e lineare, senonché Rovelli dimentica altrettanti verosimili scenari:
- il grosso signore armato potrebbe retrocedere alla visione dell'arma consegnata al ragazzetto
- il grosso signore armato potrebbe perire ed il ragazzetto sopravvivere e non solo viceversa
- altre persone potrebbero intervenire e bloccare l'uomo più grosso, evenienza che viene subito scartata da Rovelli ad inizio narrazione, ma che dovrebbe essere presa in considerazione.
Questo modo di pensare, a mio avviso, è limitante se ci si riduce ad utilizzare un semplice esempio a proprio piacimento per accomodare la propria narrazione ed alla propria idea del conflitto che, anche se ben più complesso, potrebbe essere comunque spiegato con delle metafore come eseguito da Rovelli. Il punto è che sarebbe stato più onesto considerare tutti gli scenari possibili e non solo quello più adattabile e compiacente alla propria ideologia.
Ma questo sarebbe nulla.
Giorni fa mi imbatto nel profilo twitter di Enzo Pennetta, persona che non conoscevo, portavoce del referendum denominato "Ripudia la Guerra" ovvero un referendum contro l'invio delle armi all'Ucraina sulla base del poco armonico concetto suddetto del Rovelli e sulla base delle opinioni propagandate dal movimento pacifista italiano ed europeo. 
Per quanto personalmente mi riguarda, l'impronta di questo referendum è molto offensivo sia per gli ucraini rifugiati in Italia che avrebbero potuto leggerlo e per chi come me ha dovuto lasciare l'Ucraina; ma non solo, risulta anche offensivo per tutta quella parte di italiani che la pensa come i governi europei, i quali per fortuna hanno deciso di non voltare la faccia di fronte all'ennesima aggressione russa, in questa occasione svolta con un anacronistico e vile crudele barbaro attacco su larga scala.
Ebbi pertanto ad evidenziare il mio dissenso chiedendo a Pennetta cosa avrei dovuto votare nella mia condizione di cittadino di Kyiv ad un referendum del genere.
https://twitter.com/ChroniclesKiev/status/1648014363616215040?s=20

Enzo Pennetta mi rispose cordialmente che avrei dovuto sostenere comunque il referendum per interrompere l'invio di armi e chiedere la tregua citando il fisico Rovelli ed il terzo principio della dinamica. Presumo che Rovelli abbia pertanto utilizzato banalmente un principio base della fisica per spiegare un conflitto.
Per ogni forza che un corpo A esercita su un altro corpo B, ne esiste un'altra uguale, in modulo e direzione, e contraria in verso, che B esercita su A. 
Davvero possiamo limitarci a questo principio base della fisica, che si allinea al precedente esempio del ragazzetto e del grosso uomo armato, per spiegare il conflitto russo-ucraino?
Probabilmente la mia risposta a Pennetta fu meno cordiale accusando lui e Rovelli di miopia:
https://twitter.com/ChroniclesKiev/status/1648199716377690114?s=20

Degenerando purtroppo in un insulto bello e buono di Pennetta nei miei confronti, ovvero nel retorico consiglio di imbracciare le armi e di andare a combattere al fronte. 
Probabilmente Pennetta resosi conto dell'offesa e della mia provenienza, ha interrotto poi la conversazione bloccandomi.


 

La conclusione a cui voglio arrivare è però questa. Posso chiedere a chi sta firmando per sostenere questo referendum e ai diretti interessati Prof. Enzo Pennetta e al fisico Rovelli, se possono fare un semplice esercizio di discernimento? Ovvero: sinceramente, cosa votereste se foste nella condizione di dover lasciare le vostre case ingiustamente e vedere dei vostri cari in guerra? Non vi sembra egoistico ed offensivo nei confronti di altre persone promuovere il ripudio alla guerra? Perché tutti indistintamente ripudiamo la guerra, tutti la odiamo, tutti non vorremmo mai vivere quegli orrori. Purtroppo il popolo ucraino e i parenti europei degli ucraini non possono permettersi di non doverla affrontare, di non poterla subire e quindi non possono avere il lusso di poterla ripudiare. Non l'abbiamo voluta questa guerra, nessuno di noi, ma ci dobbiamo convivere, e gli ucraini ci convivono ogni giorno. L'invio degli aiuti militari è stato il minimo sindacale che noi europei possiamo fare. Lo spiego sempre in questo blog, il 23 febbraio 2022, alla vigilia dei diffusi bombardamenti sulle città ucraine e dell'inizio della "operazione speciale militare di denazificazione". https://stevendotit.blogspot.com/2022/02/un-libro-per-spiegare-lattuale.html
Se fosse certificato che la fine della guerra sia determinata dall'interruzione dell'invio delle armi ai fratelli ucraini, sarei il primo a firmare per questo referendum ed il primo a promuoverlo. La tangibilità dei fatti è purtroppo un'altra: la realtà è che senza gli aiuti militari sinora inviati dell'Ucraina oggi avremmo solo un vago ricordo.



domenica 12 febbraio 2023

L'ignoranza è sorella della guerra - Protesta RAI Milano

Frustrante nel rilevare che, ancora oggi, a quasi un anno dall'inizio dell'invasione russa in Ucraina, la disinformazione e i falsi messaggi percuotono la libera comunicazione in Italia e presumibilmente Europea.
Come ad esempio qui:
https://twitter.com/ChroniclesKiev/status/1624489184722317315
https://twitter.com/ChroniclesKiev/status/1624466033393147905

Il sostenere ancora oggi le tesi sul no armi, no Nato, sì ad una pace teorica ed astratta, potrebbero essere dettate da diverse motivazioni: un fattore potrebbe essere l'impossibilità orsiniana/putiniana di ammettere degli errori di valutazione (Orsini sta alla "Russia ha già vinto" come Putin sta al cambiamento con la forza in poco tempo del governo di Kyiv con un'operazione speciale di demilitarizzazione e denazificazione), costringendo pertanto i soggetti ad ostinata ricerca di una via d'uscita a costo dell'autodistruzione (Orsini sta al video di William J. Ampio come Putin sta al massacro dei propri militari russi e alla bomba atomica); un secondo fattore potrebbe essere raggruppato in una o più delle seguenti motivazioni come il disinteresse alla guerra, l'egoismo, l'inconsapevolezza, l'analfabetismo, la miserabilità condizionata da interessi economici o politici di rappresentare qualcuno o qualcosa, la viltà condizionata da personale disagio economico o da personale disagio sociale et similia.
Il denominatore comune assoluto di tutti questi fattori è in ogni qual modo una generale ignoranza, componente essenziale e determinante di ogni guerra, a maggior ragione di una guerra moderna scoppiata nel 2022.
Quali evidenze portano a tali conclusioni? Le evidenze sono banali, la distruzione del territorio ucraino, la diaspora ucraina con milioni di profughi in Europa, la russificazione di Crimea e Donbass, le continue minacce militari russe che alludono all'utilizzo di armi nucleari, la certificazione che ogni parola pronunciata da Putin e dalle sue ambasciate siano diventate al limite dell'imbarazzo talmente siano fondate sull'ipocrisia (questa solo l'ultima in ordine cronologico https://www.adnkronos.com/ucraina-putin-non-e-stata-russia-a-iniziare-ostilita_1tAVuQRq2hbP9rkZAJGX3q).
Il processo di controllo dei mass media in Russia, intrapreso dal 2000 con l'ascesa di Putin al potere, descrive come non solo in Russia la propaganda abbia fatto presa sulla popolazione, ma anche a cascata su molti europei, che pur liberi di informarsi, ne sono stati condizionati per i fattori descritti in precedenza.
Aver protestato (liberamente) nei pressi della sede RAI di Milano è consapevolezza che l'ignoranza è sorella della guerra.



Dettagli

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Corso Sempione, 27, 20145 Milano MI, Italia
Pubblico Chiunque su Facebook o fuori Facebook
Siamo cittadini italiani amanti della pace e della cultura. Per questo ci indigna la decisione della RAI di ospitare al Festival di Sanremo il presidente ucraino Zelensky.
Così facendo, lo Stato utilizza un importante evento popolare per indirizzare l'opinione pubblica a favore della guerra. Di questo passo, vi è il rischio concreto di inviare i nostri giovani al fronte.
Inoltre, ospitare un politico che non fa altro che chiedere armi per miliardi di euro è un insulto alla maggioranza del popolo italiano colpito dal carovita e favorevole agli accordi di pace.
Dare spazio alla propaganda di guerra al Festival della canzone italiana è un affronto alla nostra cultura e alla nostra Costituzione.

L'ITALIA RIPUDIA LA GUERRA!

NO ALLA PROPAGANDA DI GUERRA!

NON UN UOMO, NON UN SOLDO PER LA GUERRA!

SABATO 11 FEBBRAIO ORE 15:30 DAVANTI ALLA SEDE RAI DI CORSO SEMPIONE,
PRESIDIO PER LA PACE!

Sosteniamo chi manifesta a Sanremo e invitiamo i cittadini italiani a manifestare davanti alle sedi RAI presenti in ogni capoluogo di regione.
Comitato contro la guerra Milano
Coordinamento per la Democrazia Costituzionale Milano
È in corso la raccolta adesioni, inviare mail a: comitatocontrolaguerramilano@gmail.com
Ad ora hanno aderito:
Movimento 5 Stelle
Associazione culturale ECSIT
Unione Popolare Lombardia
CIVG - Centro di Iniziative per la Verità e la Giustizia
Costruttori di Pace
Comitato per la Liberazione di Julian Assange - Italia
Marx21
Arcilesbica
Partito Comunista
Democrazia Sovrana Popolare
Lista Civica Italiana
Partito della Rifondazione Comunista
Angelo D'Orsi - Direttore di "Historia Magistra. Rivista di storia critica"
SGC - Sindacato Generale di Classe
Fronte del Dissenso Lombardia
Associazione Svizzera-Cuba
Iniziativa Convergenza
Associazione politico culturale Cumpanis di Milano
Rete Toscana in Movimento

venerdì 20 gennaio 2023

NUOVE MODALITA’ DI TRASMISSIONE DELLE DENUNCE ANNUALI VOLUMI D’ACQUA - CONFAGRICOLTURA

Si informa che sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia SEO1_04/01/23 è stata

pubblicata la D.g.r. 28 dicembre 2022 - n. XI/7719 Nuove modalità di trasmissione

delle denunce annuali dei volumi d’acqua derivati di cui all’art. 33 del regolamento

regionale n. 2/20061 (allegato1). La D.g.r. stabilisce che le denunce annuali dei

volumi d’acqua derivati, relative all’annualità 2022 e seguenti, dovranno essere

presentate in forma telematica tramite l’applicativo SIPIUI, raggiungibile al seguente

indirizzo web www.tributi.regione.lombardia.it/sipiui/. Il caricamento delle denunce

annuali sul portale SIPIUI, che assolverà agli adempimenti di cui all’art. 33 del r.r.

2/2006, dovrà avvenire a decorrere dal 15 gennaio 2023. Pertanto le denunce

annuali relative all’annualità 2022 potranno essere presentate, mediante il SIPIUI, dal

15 gennaio al 31 marzo 2023.

sabato 14 gennaio 2023

Kravčenko. Propaganda e verità.

Parliamo ancora di Viktor Andrijovyč Kravčenko (in ucraino: Віктор Андрійович Кравченко; Ekaterinoslav, 11 ottobre 1905 – New York, 25 febbraio 1966) che scrisse un libro purtroppo non sufficientemente famoso, "Ho scelto la libertà", importante per comprendere l'Holodomor e la mentalità russa. Oggi più che mai questo testo diventa di attualità per afferrare alcuni aspetti della crisi russo-ucraina, quanto è interessante leggere questo articolo di Domenico Vecchioni "Le reazioni in Italia al processo Kravchenko". Porta in risalto il tema della propaganda russa, come lavora e come  riesce ad influenzare l'opinione pubblica e conseguentemente la politica in Italia, allora come oggi.

Articolo tratto dalla Rivista di Studi Politici Internazionali  PDF

Vol. 64, No. 2 (254) (Aprile-Giugno 1997), pp. 236-240 (5 pages)

Published by: Maria Grazia Melchionni

La storia si ripete.