mercoledì 7 dicembre 2022

Diario di un viaggio in tempo di guerra - Giorno 8 - Kyiv - Mastodon

 Il diario completo lo potete leggere su Mastodon

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Questa mattina due droni ucraini hanno colpito l'aeroporto militare di Ryazan, a soli 200 km da Mosca, e l'aeroporto militare Engels-2 distante ben 450 km dal confine ucraino. La portata del raggio d'azione dell'arsenale bellico ucraino dimostra la possibilità di poter colpire la stessa Mosca.
Dopo un primo breve attimo di sussulto di timida gioia comunicando la notizia a Elena e Yuliia, istantaneamente la preoccupazione mi pervade ricordando la rappresaglia crudele e violenta a seguito del danneggiamento del Ponte di Kerch in Crimea.
L'attacco agli aeroporti militari nell'entroterra russo, così in profondità, sono l'ennesima umiliazione per Putin ed il suo esercito; mentre la situazione in Ucraina è drammatica, un ulteriore attacco missilistico su vasta scala ridurrebbe allo stremo la popolazione. E' presumibile che l'improvvisa incursione dei droni ucraini, sia stata ponderata e strategicamente studiata, viste le possibili ripercussioni, e dettata dalla necessità di danneggiare irrimediabilmente dei bombardieri russi destinati agli attacchi previsti in questi giorni e promessi dalle varie intelligences internazionali. Altra ipotesi, o parallela alla precedente, è la strategia di lanciare un preciso messaggio a Mosca, il segnale alla loro vulnerabilità e debolezza. Lo stesso messaggio verrà conseguentemente recepito dal mondo intero, l'Ucraina può veramente vincere questo conflitto. Il fallimento della "operazione speciale di denazificazione", così denominata da Putin, guai a chiamarla guerra pena anni di prigionia, sta facendo acqua da tutte le parti. Sul piano politico la Russia ha perso la stima e la fiducia di quasi tutte le altre nazioni, Putin ha distrutto in poco tempo la propria reputazione costruita negli anni. Esemplari gli imbarazzanti incontri con Erdogan o ad esempio con il presidente armeno Khachaturyan durante il recente summit dell'OTSC. Sul piano militare la logica strategica russa è stata una totale debacle; la preparazione dei militari, immotivati, era ridotta al minimo sindacale, l'arsenale bellico vetusto e non tecnologicamente avanzato come ci si aspetterebbe dalla presunta seconda potenza militare mondiale, è la mera rappresentazione della società tanto capitalistica quanto plebiscitaria della Federazione Russa, basata su fondamenta mafiose e corruttive. Cerco di immaginare a volte la vita di Putin, da uomo più ricco e potente della terra ad animale ingabbiato nella sicura attesa di un tragico epilogo. Dalle dichiarazioni, dalla dialettica e gestualità del dittatore russo, traspaiono tratti di preoccupazione e di paura, causati dalla folle ed inutile impresa Ucraina, che finirà in Ucraina, e che, a detta sua, l'avrebbero storicamente ricordato come il nuovo Pietro Il Grande. Putin Il Grande Narcisista, così verrà propriamente chiamato dai posteri. 

Ora è arrivato il tempo di pensare a cosa succederà all'Ucraina, agli ucraini e a noi stessi. Dopo questo attacco alle basi russe la risposta non tarderà ad arrivare. L'allarme antiaereo è stato trasmesso su tutto il territorio ad esclusione degli Oblast più a ovest. A Kyiv sentiamo le sirene e arriva sui nostri telefoni il messaggio di raggiungere il più vicino bunker. Ogni distretto di Kyiv è stato attrezzato di rifugi. Le stazioni della metro sono un altro luogo di riparo sicuro in caso di bombardamento.
Io, Elena e mia moglie decidiamo di rimanere a casa. Il rischio è calcolato. Ci posizioniamo nel corridoio dell'appartamento, riparati dai muri portanti. Sappiamo che è importante stare lontani dalle finestre, le schegge di vetro, dovute ad un'esplosione nelle vicinanze, potrebbero trafiggerci. L'appartamento dove risiediamo all'ottavo piano, ne ha già avuto esperienza a marzo 2022. I balconi di quasi tutti gli appartamenti vengono classicamente isolati con delle finestre, panoramiche o meno, che creano degli spazi utilizzati per lo più come ripostiglio oltre a creare una camera d'aria che ripara dal freddo invernale. A pochi metri dal nostro appartamento ci fu l'abbattimento di un missile russo, un residuo missilistico rovinò su un edificio distante duecento metri circa in linea d'aria. La forza d'urto di questo impatto distrusse le finestre del circondario, nel nostro caso divelse anche la porta vetro che separa la stanza dal balcone. L'edificio danneggiato è già stato ristrutturato dal governo di Kyiv, la promessa è quella di riparare anche tutti gli altri danni agli altri caseggiati. Avendo già avuto questa esperienza, posiziono la sedia da ufficio, dall'alto schienale, come scudo poggiando il laptop sulla seduta e procurandomi un piccolo sgabello su cui sedermi di fronte. L'ufficio è allestito, devo lavorare e non posso permettermi di perdere preziose ore di elettricità e rete internet. Suocera e moglie si siedono scomodamente a terra nel corridoio, chiacchierano bevendo thè. Elena dopo mesi di "solitudine" con il marito al villaggio, ha bisogno di chiacchierare con la figlia, bombe o non bombe, quasi con il fine di immagazzinare il più possibile parole fino a quando non saremo di ritorno a Kyiv la prossima volta. Sentiamo dopo circa un'ora dall'allarme dei bombardamenti in lontananza. Risulteranno dei missili, dieci per la precisione, lanciati sulla capitale, nove dei quali verranno abbattuti. L'unico missile "sopravvissuto" danneggerà poco fuori la città l'ennesima stazione elettrica. Ci aspettiamo un ulteriore aumento del razionamento energetico, non bastassero già quelli in corso. Dopo circa altre due ore il pericolo di attacco rientra, le persone possono così uscire dai bunker e dai rifugi e la vita tornare ad una fragile normalità.

Foto - Pozniaky Kyiv - Edificio vicinanze a dove risiediamo, danneggiato dagli attacchi di marzo 2022 e poi ristrutturato






martedì 8 novembre 2022

Approssimazioni ed incompletezza dell'informazione.

Mi imbatto in questo post datato 07/11/2022 del solito Giorgio Bianchi che riprende un testo di Laura Ruggeri 

Si parla di disinformazione e di una risoluzione ONU osteggiata dai paesi "che si ergono paladini dei diritti umani e della democrazia, GIUSTIFICANO LA GLORIFICAZIONE DEL NAZISMO". La sig.ra Ruggeri, piuttosto che trarre questa affrettata conclusione, si dimentica di citare o leggere alcuni documenti relativi alla questione. Ovvero:

1 - Combating glorification of Nazism, neo-Nazism and other practices that contribute to fuelling contemporary forms of racism, racial discrimination, xenophobia and related intolerance : resolution / adopted by the General Assembly https://digitallibrary.un.org/record/3951466  dove si trova tutta la documentazione relativa alla risoluzione del 2021, da cui si evince che Ucraina e USA votarono contro e dove ci furono molti astenuti compresa l'Italia*, e da cui estrapolo l'intervento di Kyslytsya per l'Ucraina in risposta a Kuzmin della Federazione Russa durante l'assemblea generale ONU "Seventy-sixth session 53rd plenary meeting tenutasi "Thursday, 16 December 2021, 3 p.m." a New York

Mr. Kyslytsya (Ukraine): At the outset, I would like
to congratulate Ambassador Mohamed Said Doualeh
on the success of his chairmanship of one of the most
deliberative and human-centric Main Committees of
the General Assembly.
It is of particular concern that in the seventy-sixth
year of the United Nations existence, gross human rights
violations still persist in different parts of the world.
They are caused by deliberate disregard for international
law and undermining of the rules-based order.
Everyone can see the Russian so-called
“peacemakers” in Syria, Georgia and Ukraine — all
places where Russia set the earth on fire. Russia pretends
that its troops are not in the temporarily occupied
territories of Ukraine and that Russia is not an
occupying Power there. Still, even the Russian courts,
such as the court in the city of Kirov, recently decided
that Russian troops are there.
Yet the reports of international organizations and
their missions, which were invited by Ukraine, clearly
tell the contrary. They speak the truth in facts. Since
February 2014, the Autonomous Republic of Crimea and
the city of Sevastopol of Ukraine have been temporarily
occupied by the Russian Federation as a result of armed
aggression against my country. And that is a fact that is
very difficult to deny. Hence Russia was recognized as
an occupying Power by the General Assembly.
It is quite easy to understand the whole horror
of the Russian occupation regime, despite what the
Russian representative just said, as in the famous
Soviet propagandistic television show Vremya. One
has only to open two recent reports of the Secretary
General on the human rights situation in Crimea.
Repression, depression and hopelessness — that is
what local populations face today in the temporarily
occupied Crimea.
Systemic human rights abuses and violations have
turned Crimea into a land of fear, not a land of tourism
as the representative of the Russian Federation just said.
The Crimean Tatar people — the indigenous people of
the peninsula who were expelled from their homeland
in 1944 by the Stalin regime — have once again become
a direct target of intimidation, harassment and terror,
forcing them to leave.
Russia drives ethnic Ukrainians out of the peninsula
by destroying political and civic organizations of
Ukrainians, eliminating education in the Ukrainian
language — despite what the Russian representative
just said — persecuting leaders and activists exerting
massive psychological pressure and expelling citizens
of Ukraine from the occupied territory. Anyone who
dares to reject the so-called “reunification with Russia”
narrative becomes a victim of arbitrary detention,
prosecution, extrajudicial executions, torture and
in human treatment in Crimea We strongly condemn the sentencing of civic
and political activists prosecuted for being loyal to
their own country — Ukraine. Despite the demand
expressed in General Assembly resolutions, Mr. Emin
Usein Kuku still remains in a Russian prison, as does
Mr. Server Mustafayev, a human rights defender who
was arbitrarily sentenced to 14 years in a strict-regime
correctional facility. Hundreds of citizens of Ukraine,
including Halyna Dovhopola, Vladyslav Yesypenko and
Nariman Dzhelyal, to name just a few, remain illegally
detained by Russia under politically motivated charges.
The Orthodox Church of Ukraine is practically
expelled from the occupied peninsula. Communities of
Jehovah’s Witnesses and Muslims also face oppression.
Despite Russia’s forced imposition of its legal
system, residents of Crimea remain Ukrainians and my
country will spare no effort defending its citizens.
Meanwhile, Russia continues its aggressive
illegal policy to militarize the peninsula, exploit
natural resources and practice the illegal transfer
and destruction of the Ukrainian cultural heritage
in Crimea. The occupying Power pursues forcible
demographic change in Crimea.
The de-occupation of Crimea, as well as other
temporarily occupied territories, is an absolute priority
for Ukraine. We are grateful to our international
partners for their response to the Russian aggression
against Ukraine. It is important to maintain the political
and diplomatic pressure on the Kremlin until Ukraine’s
territorial integrity is restored.
To increase the effectiveness of the international
response to an array of problems arising from the
ongoing temporary occupation of Crimea, including
in the field of human rights, we established a new
consultation and coordination format: the International
Crimea Platform. We invite all interested parties to join
the Platform — in fact, we invited Russia itself — and
would like to thank our partners that already expressed
their support for the initiative.
Draft resolution III, entitled “Situation of human
rights in the temporarily occupied Autonomous Republic
of Crimea and the city of Sevastopol, Ukraine”, also
calls on cooperation within the International Crimea
Platform and will serve as a practical tool for the
United Nations, its Secretariat and the Organization for
Security and Cooperation in Europe and their respective
monitoring missions in Ukraine.
I am grateful to all Member States — and I am
not going to threaten any of them, like the Russian
representative just did — from all regions that supported
the draft resolution in the Third Committee. It is also
encouraging that the text received the co-sponsorship
of more than 40 Member States.
I ask Member States to vote in favour of draft
resolution III.

2 - che la risoluzione menzionata del 2022 per completezza di informazione era questa:
Seventy-seventh session
Third Committee
Agenda item 66 (a)
Elimination of racism, racial discrimination, xenophobia
and related intolerance: elimination of racism, racial
discrimination, xenophobia and related intolerance
Australia, Japan, Liberia and North Macedonia: amendment to draft
resolution A/C.3/77/L.5
Combating glorification of Nazism, neo-Nazism and other
practices that contribute to fuelling contemporary forms of
racism, racial discrimination, xenophobia and related intolerance
Before operative paragraph 3, insert a new operative paragraph, reading:
Notes with alarm that the Russian Federation has sought to justify its territorial
aggression against Ukraine on the purported basis of eliminating neo-Nazism, and
underlines that the pretextual use of neo-Nazism to justify territorial aggression
seriously undermines genuine attempts to combat neo-Nazism;

3 - le ragioni per le quali nel 2021 gli USA (non ho trovato quella Ucraina ma credo sia assimilabile a questa) votò negativamente alla risoluzione sono riportate qui:


e sono 

Nicholas Hill
Deputy U.S. Representative for ECOSOC
New York, New York
November 12, 2021

Explanation of Vote at the Third Committee Adoption of the Combating Glorification of Nazism, Neo-Nazism and other Practices that Contribute to Fueling Contemporary Forms of Racism, Racial Discrimination, Xenophobia and Related Intolerance Resolution

AS DELIVERED

Chair – As we mark the end of World War I with Armistice Day, the United States also joins the world community in commemorating the valiant sacrifice, heroism, and years-long struggle of all allied nations in the defeat of Nazi Germany in 1945 to end the Second World War. The United States joins those in the international community in condemning the glorification of Nazism and all forms of racism, xenophobia, discrimination, and intolerance. In fighting against the murderous ideology of Nazism, the United States fought for the freedom, dignity and human rights of all individuals and our steadfast commitment to preserving and protecting fundamental freedoms, including the freedom of expression.

Today, however, the United States must once again express opposition to this resolution, a document most notable for its thinly veiled attempts to legitimize Russian disinformation campaigns denigrating neighboring nations and promoting the distorted Soviet narrative of much of contemporary European history, using the cynical guise of halting Nazi glorification.

The United States Supreme Court has consistently affirmed the constitutional right to freedom of speech and the rights of peaceful assembly and association, including by avowed Nazis, whose hatred and xenophobia are vile and widely scorned by the American people. We nevertheless firmly defend the constitutional rights of those who exercise their fundamental freedoms to combat intolerance and express strong opposition to the odious Nazi creed and others that espouse similar hatreds.

We have again attempted this year to improve this resolution by engaging in negotiations on the draft text. Despite consistently expressing our concerns with the Russian delegation and proposing revisions to improve the text and protect against unacceptable restrictions on freedom of expression, most of these recommendations were ignored. We discourage States from invoking Article 4 of the Convention on the Elimination of All Forms of Racial Discrimination and Article 20 of the International Covenant on Civil and Political Rights in order to either silence unwelcome opinions or to excuse their failure to combat intolerance.
For these reasons, the United States has voted against each new version of this resolution since 2005 and is, again, compelled to vote “No” on this resolution, and calls on other States to do the same.




In conclusione, le informazioni, di questo tipo di importanza, non possono essere divulgate senza una completa ed esaustiva documentazione dei fatti, in alternativa rimangono ideologizzate e rimangono opinioni personali; opinioni deliberatamente volenterose di accomodare il pensiero di una schiera di persone che non ha voglia o che, peggio, non vuole approfondire le questioni che stanno alla base delle politiche e delle decisioni dei governi. Mettiamola come vogliamo, ma i governi sono influenzati dalle opinioni pubbliche, e il politico che vuole il potere non può altro che assecondarle per ottenere voti. Da qui la pericolosità delle informazioni divulgate a spizzichi e bocconi.


Redaelli Stefano

 *Votazioni alla risoluzione ONU del 2021 citata

AFGHANISTAN
A ALBANIA
Y ALGERIA
A ANDORRA
Y ANGOLA
Y ANTIGUA AND BARBUDA
Y ARGENTINA
Y ARMENIA
A AUSTRALIA
A AUSTRIA
Y AZERBAIJAN
Y BAHAMAS
Y BAHRAIN
Y BANGLADESH
Y BARBADOS
Y BELARUS
A BELGIUM
Y BELIZE
Y BENIN
Y BHUTAN
Y BOLIVIA (PLURINATIONAL STATE OF)
Y BOSNIA AND HERZEGOVINA
Y BOTSWANA
Y BRAZIL
Y BRUNEI DARUSSALAM
A BULGARIA
Y BURKINA FASO
Y BURUNDI
Y CABO VERDE
Y CAMBODIA
Y CAMEROON
A CANADA
Y CENTRAL AFRICAN REPUBLIC
Y CHAD
Y CHILE
Y CHINA
Y COLOMBIA
Y COMOROS
CONGO
Y COSTA RICA
Y CÔTE D'IVOIRE
A CROATIA
Y CUBA
A CYPRUS
A CZECHIA
Y DEMOCRATIC PEOPLE'S REPUBLIC OF KOREA
DEMOCRATIC REPUBLIC OF THE CONGO
A DENMARK
Y DJIBOUTI
DOMINICA
Y DOMINICAN REPUBLIC
Y ECUADOR
Y EGYPT
Y EL SALVADOR
Y EQUATORIAL GUINEA
Y ERITREA
A ESTONIA
Y ESWATINI
Y ETHIOPIA
Y FIJI
A FINLAND
A FRANCE
Y GABON
Y GAMBIA
A GEORGIA
A GERMANY
Y GHANA
A GREECE
Y GRENADA
Y GUATEMALA
Y GUINEA
Y GUINEA-BISSAU
Y GUYANA
Y HAITI
Y HONDURAS
A HUNGARY
A ICELAND
Y INDIA
Y INDONESIA
IRAN (ISLAMIC REPUBLIC OF)
Y IRAQ
A IRELAND
Y ISRAEL
A ITALY
Y JAMAICA
A JAPAN
Y JORDAN
Y KAZAKHSTAN
Y KENYA
Y KIRIBATI
Y KUWAIT
Y KYRGYZSTAN
Y LAO PEOPLE'S DEMOCRATIC REPUBLIC
A LATVIA
Y LEBANON
Y LESOTHO
LIBERIA
Y LIBYA
A LIECHTENSTEIN
A LITHUANIA
A LUXEMBOURG
Y MADAGASCAR
Y MALAWI
Y MALAYSIA
Y MALDIVES
Y MALI
A MALTA
MARSHALL ISLANDS
Y MAURITANIA
Y MAURITIUS
Y MEXICO
MICRONESIA (FEDERATED STATES OF)
A MONACO
Y MONGOLIA
A MONTENEGRO
Y MOROCCO
MOZAMBIQUE
Y MYANMAR
Y NAMIBIA
Y NAURU
Y NEPAL
A NETHERLANDS
A NEW ZEALAND
Y NICARAGUA
Y NIGER
Y NIGERIA
A NORTH MACEDONIA
A NORWAY
Y OMAN
Y PAKISTAN
PALAU
Y PANAMA
Y PAPUA NEW GUINEA
Y PARAGUAY
Y PERU
Y PHILIPPINES
A POLAND
A PORTUGAL
Y QATAR
A REPUBLIC OF KOREA
A REPUBLIC OF MOLDOVA
A ROMANIA
Y RUSSIAN FEDERATION
Y RWANDA
Y SAINT KITTS AND NEVIS
Y SAINT LUCIA
Y SAINT VINCENT AND THE GRENADINES
A SAMOA
A SAN MARINO
SAO TOME AND PRINCIPE
Y SAUDI ARABIA
Y SENEGAL
Y SERBIA
Y SEYCHELLES
Y SIERRA LEONE
Y SINGAPORE
A SLOVAKIA
A SLOVENIA
A SOLOMON ISLANDS
Y SOMALIA
Y SOUTH AFRICA
Y SOUTH SUDAN
A SPAIN
Y SRI LANKA
Y SUDAN
Y SURINAME
A SWEDEN
A SWITZERLAND
Y SYRIAN ARAB REPUBLIC
Y TAJIKISTAN
Y THAILAND
Y TIMOR-LESTE
Y TOGO
A TONGA
Y TRINIDAD AND TOBAGO
Y TUNISIA
A TURKEY
Y TURKMENISTAN
TUVALU
Y UGANDA
N UKRAINE
Y UNITED ARAB EMIRATES
A UNITED KINGDOM
Y UNITED REPUBLIC OF TANZANIA
N UNITED STATES
Y URUGUAY
Y UZBEKISTAN
Y VANUATU
Y VENEZUELA (BOLIVARIAN REPUBLIC OF)
Y VIET NAM
Y YEMEN
Y ZAMBIA
Y ZIMBABWE


lunedì 7 novembre 2022

Orsini: perché viene accusato di disinformazione e propaganda. Il caso del Summit Nato Bucarest 2008.

"Se non fermiamo l'espansione della Nato avremmo altre guerre" con queste parole ad aprile al programma Piazza Pulita, può essere sintetizzata la visione di Orsini sulla crisi Ucraina sfociata in una guerra anacronistica che ha riportato l'Europa indietro nel tempo di 78 anni. Orsini afferma sempre durante lo stesso programma: "2 - 4 aprile 2008 in Romania a Bucarest c'è stato il summit fondamentale della Nato. In quell'occasione Putin venne invitato come osservatore e la Nato disse di accogliere il desiderio dell'Ucraina e della Georgia di entrare nella Nato. Agosto 2008: la Russia invade la Georgia e dice: 'non la Nato nella Georgia, perché questo è il confine nazionale della Russia. Io Russia non vengo a prendermi paesi che sono confinanti con gli Stati Uniti'. Quindi il problema è assolutamente la Nato [...] i Paesi che stanno sostenendo l'Ucraina si coordinano segretamente attraverso la Nato. È la Nato che è dentro questa brutta storia".

In generale i milioni di telespettatori non conoscono nel dettaglio gli sviluppi del Summit Nato di Bucarest del 2008, potrebbero così prendere per buono il concetto che la Nato, durante tale riunione, ebbe a desiderio l'ingresso di Ucraina e Georgia nella Nato. Non andò proprio così. 

Diciamo innanzitutto che il principale risultato del summit del 2008 fu quello di avere il consenso da parte di tutta l'alleanza all'installazione di basi missilistiche in Repubblica Ceca e Polonia. Addirittura i media russi all'epoca dettero l'impressione alla loro opinione pubblica che la dirigenza del Cremlino ebbe la forza di bloccare l'Occidente rimandando l'inizio del processo di ammissione alla Nato di Ucraina e Georgia, quando la stessa Nato non si proponeva tale obbiettivo per questo summit. 
Nonostante gli sforzi politici e diplomatici americani e la solenne presa di impegno di Bush, contrarie all'ammissione al Map di Ucraina e Georgia furono Germania, Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Olanda, Belgio, Lussemburgo e Norvegia. Gli stessi britannici di Gordon Brown si misero di traverso obbiettando che non era il caso di andare allo scontro con la Russia in quanto il caso Kosovo era ancora fresco. Oltre a ciò le motivazioni del mancato ingresso furono sostanzialmente che l'Ucraina aveva metà della popolazione e della sua classe politica contrarie alla Nato stessa e vicine invece alle posizioni della Russia, e la Georgia perché non aveva il controllo dell'Ossezia del sud e dell'Abkhazia, che erano in mano a gruppi armati e sostenuti dalla Russia stessa (non vi ricorda qualcosa? sì, il Donbass, stesso modus operandi). Ebbene si evince che i maggiori antagonisti dell'espansione della Nato ad est siano state proprio le nazioni europee membre della Nato stessa. La chiave di lettura non è solo da assimilare ad un gesto di riguardo nei confronti della Russia, bensì la contrarietà della Vecchia Europa alla trasformazione della Nato in una coalizione fondata sulla realizzazione dei disegni americani. La definisco personalmente una semplice mancanza di lungimiranza anche alla luce dei fatti odierni; purtroppo la realtà ci porta a quanto sia sempre stata forte l'ingerenza russa nei nostri ambienti politici e nell'informazione (disinformazione) attraverso i mass media, evidentemente ieri come oggi. Emblematiche, per riassumere questo aspetto, furono le parole del primo ministro francese Fillon: "...non riteniamo che l'integrazione di Georgia e Ucraina sia la risposta giusta all'equilibrio delle forze in Europa e tra Europa e Russia, e in merito noi vogliamo il dialogo con la Russia". Parole e risultato del Summit che portarono alla somma soddisfazione di Putin.

Se in questo momento fossimo in un contradditorio televisivo al cospetto del Prof. Orsini, lo stesso partirebbe con un "Dottoressa, dottoressa, dottoressa, dottoressa.... non ho mai detto ecc. ecc." ma in sostanza il professore troppo spesso ha confezionato la sua visione della storia per accomodare la sua narrazione dei fatti e delle sue opinioni, che per quanto mi riguarda sono molto, troppo discutibili.

Sarebbe stato invece di importanza fondamentale trasmettere, soprattutto in un programma televisivo andato in onda in prima serata, l'excursus che ci ha portato a questa assurda guerra, e il summit Nato di Bucarest del 2008 è un passo essenziale e decisivo per spiegare quello che oggi sta accadendo.


materiale utile:

https://www.nato.int/docu/comm/2008/0804-bucharest/index.html



domenica 30 ottobre 2022

Putin e la sua retorica ideologia senza fine - Valdai International Discussion Club 27/10/2022

Traduzione delle parti più sostanziali del discorso di Putin e di alcune domande che gli sono state poste:


“Riunione del Club di discussione internazionale Valdai”


27 ottobre 2022


Signore e signori, amici. …

Abbiamo utilizzato la piattaforma del Valdai Club per discutere, più di una volta, dei grandi e gravi cambiamenti che sono già avvenuti e stanno avvenendo in tutto il mondo, i rischi posti dal degrado delle istituzioni globali, l'erosione dei principi di sicurezza collettiva e il sostituzione di “regole” al diritto internazionale. Sono stato tentato di dire "siamo chiari su chi ha escogitato queste regole", ma, forse, non sarebbe un'affermazione accurata. Non abbiamo idea di chi abbia inventato queste regole, su cosa si basino queste regole o cosa sia contenuto in queste regole. …

Il cosiddetto Occidente che è, ovviamente, un costrutto teorico poiché non è unito e chiaramente è un conglomerato molto complesso, ma dirò comunque che l'Occidente ha compiuto diversi passi negli ultimi anni e soprattutto negli ultimi mesi che sono progettati per aggravare la situazione. In realtà, cercano sempre di aggravare le cose, il che non è nemmeno una novità. Ciò include l'alimentazione della guerra in Ucraina, le provocazioni intorno a Taiwan e la destabilizzazione dei mercati alimentari ed energetici globali. A dire il vero, quest'ultimo, ovviamente, non è stato fatto apposta, non ci sono dubbi. La destabilizzazione del mercato energetico è il risultato di una serie di passi falsi sistematici compiuti dalle autorità occidentali che ho menzionato sopra. Come possiamo vedere ora, la situazione è stata ulteriormente aggravata dalla distruzione dei gasdotti paneuropei.

Il potere globale è esattamente ciò che il cosiddetto Occidente ha in gioco nel suo gioco. Ma questo gioco è sicuramente pericoloso, cruento e, direi, sporco. Nega la sovranità dei paesi e dei popoli, la loro identità e unicità, e calpesta gli interessi di altri Stati. In ogni caso, anche se negazione non è la parola usata, lo stanno facendo nella vita reale. Nessuno, tranne coloro che creano queste regole che ho citato, ha il diritto di conservare la propria identità: tutti gli altri devono attenersi a queste regole. …

Credere nella propria infallibilità è molto pericoloso; è solo a un passo dal desiderio dell'infallibile di distruggere coloro che non amano, o come si suol dire, di cancellarli. Basta pensare al significato di questa parola.

Anche al culmine della Guerra Fredda, al culmine del confronto tra i due sistemi, ideologie e rivalità militare, a nessuno venne in mente di negare l'esistenza stessa della cultura, dell'arte e della scienza di altri popoli, loro oppositori . …

Un tempo i nazisti hanno raggiunto il punto di bruciare libri, e ora i "guardiani del liberalismo e del progresso" occidentali sono arrivati ​​al punto di bandire Dostoevskij e Ciajkovskij. Il cosiddetto “cancellare la cultura” e in realtà – come abbiamo detto più volte – il vero annullamento della cultura sta sradicando tutto ciò che è vivo e creativo e soffoca il libero pensiero in tutti i campi, sia esso economico, politico o culturale.

Oggi, la stessa ideologia liberale è cambiata irriconoscibile. Se inizialmente per liberalismo classico si intendeva la libertà di ogni persona di fare e dire a proprio piacimento, nel XX secolo i liberali iniziarono a dire che la cosiddetta società aperta aveva dei nemici e che la libertà di questi nemici poteva e doveva essere limitato se non annullato. …

Ma Dostoevskij vivrà, così come Čajkovskij, Pushkin, non importa quanto avrebbero gradito il contrario.

Standardizzazione, monopolio finanziario e tecnologico, cancellazione di tutte le differenze è ciò che sta alla base del modello occidentale di globalizzazione, che è di natura neocoloniale. Il loro obiettivo era chiaro: stabilire il dominio incondizionato dell'Occidente nell'economia e nella politica globali. Per fare ciò, l'Occidente ha messo al suo servizio le risorse naturali e finanziarie dell'intero pianeta, così come tutte le capacità intellettuali, umane ed economiche, sostenendo che fosse una caratteristica naturale della cosiddetta nuova interdipendenza globale.

Non appena i paesi non occidentali hanno cominciato a trarre benefici dalla globalizzazione, soprattutto le grandi nazioni asiatiche, l'Occidente ha subito cambiato o abolito del tutto molte di queste regole. E i cosiddetti sacri principi del libero scambio, dell'apertura economica, della parità di concorrenza, persino dei diritti di proprietà sono stati improvvisamente dimenticati, completamente. Cambiano le regole in movimento, sul posto ovunque vedono un'opportunità per se stessi. …

Quindi attualmente, la stragrande maggioranza della comunità internazionale chiede democrazia negli affari internazionali e rifiuta ogni forma di imposizione autoritaria da parte di singoli paesi o gruppi di paesi. Che cos'è questa se non l'applicazione diretta dei principi democratici alle relazioni internazionali?

Quale posizione ha adottato l'Occidente "civilizzato"? Se siete democratici, dovreste accogliere il naturale desiderio di libertà espresso da miliardi di persone, ma no. L'Occidente lo chiama minando l'ordine liberale basato sulle regole. Sta ricorrendo a guerre economiche e commerciali, sanzioni, boicottaggi e rivoluzioni colorate, e prepara e compie ogni tipo di colpo di stato.

Uno di loro ha portato a tragiche conseguenze in Ucraina nel 2014. Lo hanno sostenuto e hanno persino specificato la quantità di denaro che avevano speso per questo colpo di stato. Hanno la sfacciataggine di comportarsi a loro piacimento e non hanno scrupoli in tutto ciò che fanno. Hanno ucciso Soleimani, un generale iraniano. Puoi pensare quello che vuoi su Soleimani, ma era un funzionario di uno stato estero. Lo hanno ucciso in un paese terzo e si sono assunti la responsabilità. Cosa dovrebbe significare per gridare ad alta voce? In che tipo di mondo stiamo vivendo? …

Nel corso di mille anni, la Russia ha sviluppato una cultura unica di interazione tra tutte le religioni del mondo. Non c'è bisogno di cancellare nulla, siano valori cristiani, valori islamici o valori ebraici. Abbiamo anche altre religioni del mondo. Tutto quello che devi fare è rispettarti a vicenda. In alcune delle nostre regioni – lo so solo in prima persona – le persone celebrano insieme le festività cristiane, islamiche, buddiste ed ebraiche e si divertono a farlo perché si congratulano e sono felici l'una per l'altra. …

Sono convinto che la vera democrazia in un mondo multipolare riguardi principalmente la capacità di qualsiasi nazione – sottolineo – di qualsiasi società o civiltà di seguire il proprio percorso e organizzare il proprio sistema socio-politico. …

Il mondo è diverso per natura e i tentativi occidentali di schiacciare tutti nello stesso schema sono chiaramente condannati. Non ne uscirà nulla.

L'aspirazione presuntuosa a raggiungere la supremazia globale e, essenzialmente, a dettare o preservare la leadership in base a dettatura sta davvero riducendo il prestigio internazionale dei leader del mondo occidentale, inclusi gli Stati Uniti, e aumentando la sfiducia nella loro capacità di negoziare in generale. Dicono una cosa oggi e un'altra domani; firmano documenti e vi rinunciano, fanno quello che vogliono. Non c'è stabilità in niente. Come vengono firmati i documenti, cosa è stato discusso, cosa possiamo sperare: tutto questo non è del tutto chiaro.

In precedenza, solo pochi paesi osavano discutere con l'America e sembrava quasi sensazionale, mentre ora è diventata una routine per tutti i tipi di stati rifiutare le richieste infondate di Washington nonostante i suoi continui tentativi di esercitare pressioni su tutti. …

In quanto civiltà indipendente e distintiva, la Russia non ha mai considerato e non si considera un nemico dell'Occidente. L'americofobia, l'anglofobia, la francofobia e la germanofobia sono le stesse forme di razzismo della russofobia o dell'antisemitismo e, per inciso, della xenofobia in tutte le sue forme. …

Nel 2000, dopo essere stato eletto presidente, ricorderò sempre quello che ho dovuto affrontare: ricorderò il prezzo che abbiamo pagato per aver distrutto la tana del terrorismo nel Caucaso settentrionale, che l'Occidente sosteneva quasi apertamente all'epoca. …

Inoltre, non solo l'Occidente ha sostenuto attivamente i terroristi sul territorio russo, ma ha anche alimentato questa minaccia in molti modi. Lo sappiamo. Tuttavia, dopo che la situazione si era stabilizzata, quando le principali cosche terroristiche erano state sconfitte, anche grazie al coraggio del popolo ceceno, abbiamo deciso di non tornare indietro, di non fare l'offeso, ma di andare avanti, di costruire relazioni anche con coloro che effettivamente hanno agito contro di noi, per stabilire e sviluppare relazioni con tutti coloro che le volevano, basate sul reciproco vantaggio e sul rispetto reciproco. …

La Russia non sta sfidando le élite occidentali. La Russia sta semplicemente difendendo il suo diritto di esistere e di svilupparsi liberamente. È importante sottolineare che non diventeremo noi stessi un nuovo egemone. La Russia non sta suggerendo di sostituire un mondo unipolare con un ordine bipolare, tripolare o di altro tipo, o di sostituire il dominio occidentale con il dominio da est, nord o sud. Ciò porterebbe inevitabilmente a un'altra impasse. …

Sono convinto che la dittatura può essere contrastata solo attraverso il libero sviluppo dei paesi e dei popoli; il degrado dell'individuo può essere innescato dall'amore di una persona come creatore; la semplificazione e il proibizionismo primitivi possono essere sostituiti con la fiorente complessità della cultura e della tradizione.

Il significato del momento storico odierno sta nelle opportunità per un percorso di sviluppo democratico e distinto di tutti, che si apre davanti a tutte le civiltà, gli Stati e le associazioni di integrazione. Crediamo soprattutto che il nuovo ordine mondiale debba basarsi sulla legge e sul diritto, e debba essere libero, distintivo ed equo.

Anche l'economia e il commercio mondiale devono diventare più equi e più aperti. La Russia considera inevitabile la creazione di nuove piattaforme finanziarie internazionali; questo include le transazioni internazionali. Queste piattaforme dovrebbero essere al di sopra delle giurisdizioni nazionali. Dovrebbero essere sicuri, depoliticizzati e automatizzati e non dovrebbero dipendere da un unico centro di controllo. È possibile farlo o no? Certo che è possibile. Ciò richiederà molto sforzo. Molti paesi dovranno unire i loro sforzi, ma è possibile. …

Chiaramente, abbiamo un interesse comune e molto pragmatico per uno scambio scientifico e tecnologico libero e aperto. Uniti, possiamo vincere di più che se agiamo separatamente. La maggioranza dovrebbe beneficiare di questi scambi, non le singole società super ricche.

Come stanno andando le cose oggi? Se l'Occidente vende medicinali o coltiva semi ad altri paesi, dice loro di uccidere le loro industrie farmaceutiche nazionali e la loro selezione. In effetti, tutto si riduce a questo: le sue forniture di macchine utensili e attrezzature distruggono l'industria meccanica locale. Me ne sono reso conto quando ho servito come Primo Ministro. Una volta aperto il mercato a un determinato gruppo di prodotti, il produttore locale va subito a gambe all'aria ed è quasi impossibile per lui alzare la testa. È così che costruiscono relazioni. È così che si impossessano dei mercati e delle risorse e i paesi perdono il loro potenziale tecnologico e scientifico. Questo non è progresso; è asservimento e riduzione delle economie a livelli primitivi.

Lo sviluppo tecnologico non dovrebbe aumentare la disuguaglianza globale, ma piuttosto ridurla. …

Consentitemi di sottolineare ancora una volta che sovranità e un percorso unico di sviluppo non significano in alcun modo isolamento o autarchia. Al contrario, si tratta di una cooperazione energica e reciprocamente vantaggiosa basata sui principi di equità e uguaglianza. …

L'unità tra l'umanità non può essere creata impartendo comandi come "fai come me" o "sii come noi". È creato tenendo conto dell'opinione di tutti e con un approccio attento all'identità di ogni società e di ogni nazione. Questo è il principio che può essere alla base della cooperazione a lungo termine in un mondo multipolare. …

Grazie mille.


Fyodor Lukyanov: Grazie mille, signor Presidente, per un discorso così onnicomprensivo. Non posso che cogliere spontaneamente la conclusione, purché tu abbia citato la situazione rivoluzionaria, quelle in alto e quelle in basso. Quelli di noi che sono un po' più grandi hanno studiato tutto questo a scuola. Con chi ti associ, quelli in alto o in basso?

Vladimir Putin: Con il basso, ovviamente, io vengo dal basso. Mia madre era... Come sai, l'ho detto molte volte che vengo da una famiglia di lavoratori. Mio padre era un caposquadra, si è diplomato in una scuola professionale. Mia madre non riceveva istruzione, nemmeno secondaria, era una semplice operaia, e faceva molti lavori; ha lavorato come infermiera in un ospedale, e come bidello e guardiano notturno. Non voleva lasciarmi all'asilo o all'asilo. Quindi, quindi, sono naturalmente molto sensibile – grazie a Dio è stato così fino ad ora e, spero, continuerà – al polso di ciò che vive una persona comune.

Fyodor Lukyanov: Quindi, a livello globale, sei tra coloro che "non vogliono [vivere alla vecchia maniera]?"

Vladimir Putin: A livello globale, naturalmente, è una delle mie responsabilità monitorare ciò che sta accadendo a livello globale. Sostengo ciò che ho appena detto, per le relazioni democratiche riguardo agli interessi di tutti i partecipanti alla comunicazione internazionale, non solo agli interessi del cosiddetto miliardo d'oro. …

Fëdor Lukyanov: Eccellente. Signor Presidente, la sua decisione di avviare un'operazione militare speciale a febbraio è stata una grande sorpresa per tutti, compresa la maggior parte dei cittadini russi. Sappiamo che hai descritto molte volte la logica e le ragioni di quella decisione. Tuttavia, decisioni di questa importanza difficilmente vengono prese senza un motivo speciale. Cosa è successo prima che tu prendessi la decisione?

Vladimir Putin: L'ho detto molte volte e oggi difficilmente sentirai nulla di nuovo. Quello che è successo? Non parlerò dell'espansione della NATO in Ucraina, che per noi era assolutamente inaccettabile, e tutti lo sapevano, ma semplicemente ignoravano i nostri interessi di sicurezza. ... Ho detto all'inizio, il giorno in cui è iniziata l'operazione, che la cosa più importante per noi è aiutare il Donbass. Ne ho già parlato, e se avessimo agito diversamente, non saremmo stati in grado di schierare le nostre forze armate su entrambi i lati del Donbass. …


Ivan Safranchuk: Ivan Safranchuk, Università MGIMO. … È vero che il mondo è sull'orlo del possibile uso di armi nucleari? Come si comporterà la Russia in queste circostanze? …

Vladimir Putin: La provocazione nucleare e l'accentuarsi della possibilità che la Russia possa teoricamente utilizzare armi nucleari vengono utilizzate per raggiungere questi obiettivi: influenzare i nostri amici, i nostri alleati e gli stati neutrali dicendo loro, guarda chi sostieni; La Russia è un paese così spaventoso, non supportarlo, non cooperare con esso, non commerciare con esso. Questo è, in effetti, un obiettivo primitivo. Cosa sta succedendo in realtà? Dopotutto, non abbiamo mai detto nulla in modo proattivo sulla Russia che potrebbe utilizzare armi nucleari. Tutto ciò che abbiamo fatto è stato un accenno in risposta alle dichiarazioni fatte dai leader occidentali. … Infine, sull'uso o meno di [armi nucleari]. L'unico paese al mondo che ha usato armi nucleari contro uno stato non nucleare sono stati gli Stati Uniti d'America; l'hanno usato due volte contro il Giappone. Qual era l'obiettivo? Non ce n'era affatto bisogno militare. Qual era la praticabilità militare di usare armi nucleari contro Hiroshima e Nagasaki, contro i civili? C'era stata una minaccia per l'integrità territoriale degli Stati Uniti? Ovviamente no. Non era pratico neanche dal punto di vista militare, perché la macchina da guerra giapponese era già stata distrutta, non era in grado di resistere, quindi che senso aveva dare il colpo di grazia con le armi nucleari? A proposito, i libri di testo giapponesi di solito dicono che furono gli Alleati a sferrare un colpo nucleare al Giappone. Hanno una presa così salda sul Giappone che i giapponesi non possono nemmeno scrivere la verità nei loro libri di testo scolastici. ... Quanto alla Russia... Abbiamo la Dottrina Militare e dovrebbero leggerla. Uno dei suoi articoli spiega i casi in cui, perché, in relazione a cosa e come la Russia ritiene possibile utilizzare armi di distruzione di massa sotto forma di armi nucleari per proteggere la propria sovranità, integrità territoriale e garantire la sicurezza del popolo russo. …


Fëdor Lukyanov: Va bene. E che dire del ruolo di un leader che deve prendere una decisione su questo tema?

Vladimir Putin: Siamo pronti a risolvere qualsiasi problema. Non stiamo rifiutando. Lo scorso dicembre abbiamo offerto agli Stati Uniti di continuare il dialogo sulla stabilità strategica, ma non abbiamo ricevuto risposta. Era il dicembre dello scorso anno. Silenzio. …

Fyodor Lukyanov: Due anni fa, hai parlato molto bene del presidente Erdogan alla riunione del Valdai Club, dicendo che non si è tirato indietro sulle sue parole ma ha fatto quello che aveva detto che avrebbe fatto. Molte cose sono successe negli ultimi due anni. La tua opinione su di lui è cambiata?

Vladimir Putin: No. È un leader competente e forte che è guidato soprattutto, e forse esclusivamente, dagli interessi di Turkiye, della sua gente e della sua economia. Questo spiega in gran parte la sua posizione sulle questioni energetiche e, ad esempio, sulla costruzione di TurkStream. Abbiamo proposto di costruire un hub del gas in Turkiye per i consumatori europei. Turkiye ha sostenuto questa idea, ovviamente, prima di tutto, sulla base dei propri interessi. Abbiamo molti interessi comuni nel turismo, nel settore edile e nell'agricoltura. Ci sono molte aree in cui abbiamo interessi comuni. Il presidente Erdogan non permette mai a nessuno di avere un passaggio gratuito o agisce nell'interesse di paesi terzi. Sostiene soprattutto gli interessi di Turkiye, anche nel dialogo con noi. In questo senso, Turkiye nel suo insieme e personalmente il presidente Erdogan non sono partner facili; molte delle nostre decisioni nascono in mezzo a dibattiti e negoziati lunghi e difficili. Ma c'è il desiderio da entrambe le parti di raggiungere un accordo, e di solito lo facciamo. In questo senso, il Presidente Erdogan è un partner coerente e affidabile. Questa è probabilmente la sua caratteristica più importante, che è un partner affidabile. …


Kubat Rakhimov: Sono Kubat Rakhimov della Repubblica del Kirghizistan. … Cosa ne pensi della possibilità di trasferire la capitale della Federazione Russa al centro del Paese, cioè al centro del continente eurasiatico, in modo che possa essere più vicina ai Paesi dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai? Grazie.


Vladimir Putin: … Sì, ne abbiamo parlato. La capitale russa è stata spostata più volte nella storia dello stato russo. Storicamente e mentalmente, il centro della Russia è sempre associato a Mosca e, secondo me, non ce n'è bisogno. Ci sono problemi nello sviluppo della capitale come area metropolitana, ma devo dire che, con la squadra del sindaco Sobyanin, questi problemi vengono affrontati e risolti molto meglio che in molti altri paesi e aree metropolitane. …


Alexander Prokhanov: Signor Presidente, molto spesso gli stranieri ci chiedono: “Cosa potete offrire voi russi al mondo moderno? Dove sono i tuoi vincitori del premio Nobel? Dove sono le tue grandi scoperte, le conquiste industriali e scientifiche?” I miei colleghi spesso rispondono: “Beh, che dire della grande cultura russa? Puskin? Rublev? Icone russe? La meravigliosa architettura russa?" Dicono: “Ma questo era tutto nel passato. E oggi?" Quando ti ho ascoltato oggi, mi sono reso conto di ciò che la Russia può offrire al mondo: la Russia può offrire una religione di giustizia, perché questa religione, questo sentimento è al centro di tutta la cultura russa e del sacrificio di sé russo. E oggi, la Russia sta facendo questo sacrificio, essenzialmente, sta opponendosi da sola al resto del mondo, il crudele mondo occidentale, conducendo questa lotta per la giustizia. ... Forse dovremmo fare dell'attuale ideologia russa una religione di giustizia?


Vladimir Putin: Sai, hai appena detto che stiamo facendo sacrifici per il bene di altri popoli. Discuterò con te qui. Non stiamo sacrificando nulla. Stiamo lavorando per rafforzare la nostra sovranità, ed è nel nostro stesso interesse. Innanzitutto, rafforzando la nostra sovranità finanziaria ed economica, getterà le basi per la nostra crescita futura: crescita tecnologica, educativa e scientifica. Che abbiamo o meno premi Nobel. Quando ha fatto Alferov la sua invenzione? È stato insignito del Premio Nobel per questo dopo 30 anni – o quanti? È tutto ciò che conta? L'ex presidente degli Stati Uniti è stato insignito del premio Nobel. È questo un indicatore di successo reale? Con tutto il rispetto sia per il Comitato per il Nobel che per il vincitore di questo straordinario premio Nobel, è questo l'unico indicatore?

domenica 2 ottobre 2022

Sabotaggio Nord Stream e l'ipocrisia pacifista

Ad oggi non è ancora stata attribuita la responsabilità del sabotaggio del gasdotto Nord Stream 1 e 2, si è solo assodato il fatto che non si è trattato di un incidente ma di un disastro voluto. I soliti noti tra cui cito il solito Prof. Orsini, anche se ha premesso che non si possono in questo momento muovere accuse fondate, ha velatamente attribuito l'attacco agli Stati Uniti sulla base dell'impossibilità che la Federazione Russa danneggi un gasdotto di proprietà per il 51% alla Gazprom. Dato per certo che l'attacco è voluto, le forze attualmente presenti nel Bar Baltico con sottomarini sono quelle della Federazione Russa (n. 02 classe kilo in forza stabile e da verificare la presenza dei classe Oscar) contrapposte a quelle dei 16 paesi NATO che recentemente (giugno 2022) hanno avviato un'imponente esercitazione. La domanda che potremmo a questo punto porci è a chi giova? Cui prodest? Evidentemente la risposta sarebbe scontata, gli Stati Uniti rappresentati da Biden hanno da sempre esplicitato l'avversione al gasdotto Nord Stream con evidenti dichiarazioni che sono rimbalzate su tutti i social (ad es. discorso di Biden febbraio 2022); gli Stati Uniti e la Norvegia hanno tutto da guadagnarci nell'aumento del prezzo del gas essendo ora tra i maggiori fornitori dell'Europa e la continua escalation tra fronte Nato e Russo abbraccia la narrazione propagandistica che gli Stati Uniti e l'occidente vorrebbero distruggere la Federazione Russa. Inizialmente le accuse del sabotaggio russo erano debolmente aggrappate proprio all'ipotesi che l'aumento del prezzo del gas gioverebbe anche alla Russia, grande esportatore mondiale. Ma analizzando la situazione critica sul fronte ucraino ci permette di acclarare che Putin si trova in enorme difficoltà da tutti i punti di vista. Si trova isolato senza reali alleati sul fronte bellico, la controffensiva ucraina sta di giorno in giorno avendo proporzioni sempre maggiori, si trova sanzionato con enormi difficoltà di approvvigionamento di materiale sia bellici che civili e psicologicamente fragile come tutte le scelte politiche scellerate che sta avviando in questi giorni tanto per assodare quali sono le reali cause dell'escalation militare. Le uniche armi a cui la federazione è appesa sono quelle della minaccia dell'uso di armi nucleari e la propaganda. Proprio per questo ultimo motivo, traendo la conclusione che i motivi del sabotaggio appaiono evidentemente a favore degli Stati Uniti e/o che sia impossibile che una nazione autodistrugga una propria proprietà irreparabilmente, alimenta la propaganda atta a destabilizzare l'opinione pubblica pronta a inveire, come spesso è già successo durante il conflitto Russo-Ucraino, contro i crimini della Nato e degli USA. Mi ricollego infatti al Prof. Orsini (mi scuserà se cito sempre lui ma non è l'unico su questa posizione) che non ha mancato di assumere una posizione, anche se con le dovute precauzioni, propedeutica verso l'ipotesi del sabotaggio statunitense piuttosto che quello russo. Altri addirittura lo danno per scontato come il politico Marco Rizzo. E' presumibile che in questo caso i nodi verranno al pettine e con il tempo si saprà con maggiore ragionevolezza chi è stato la causa del sabotaggio, ma potrebbe anche non essere dimostrato con l'assoluta certezza, infatti i sottomarini o i droni sottomarini hanno in genere capacità di non essere rilevati dai sonar risultando spesso praticamente invisibili.
Ci sono anche altri ragionamenti, che non provano molto, ma le tecniche belliche delle democrazie occidentali non hanno mai comunemente come bersaglio obbiettivi civili per ovvi motivi, mentre la Federazione Russa ha dimostrato più volte di voler deliberatamente distruggere delle mere infrastrutture non militari come il recente attacco alla diga di Kryvyi Rih, oltre a non aver problemi a distruggere parte di intere città (ad es. Mairupol) che erano preventivamente già considerate città Russe. Come poi non ricordare che l'avviata indipendenza europea dal gas russo era già ampiamente e quasi totalmente realizzata, pertanto a prescindere dal funzionamento del gasdotto Nord Stream esso di fatto sarebbe stato inutilizzato.
In tutto questo, oltre all'attività propagandistica soprattutto nostrana, si evidenzia una continua ipocrisia pacifista. Ormai avvezzi agli slogan più assurdi (No Nato No Putin tra tutti) la situazione attuale ha dell'imbarazzante oltre che a cadere nel ridicolo. Nessuna parola da parte dei pacifisti (finti o detti anche "pacifinti") alle ignobili minacce da parte di Putin e di Lavrov sull'uso dell'atomica, vista anche l'annessione delle 4 regioni ucraine alla federazione con il recente "referendum". La dottrina di difesa bellica russa, a cui Putin in un recente discorso ha esplicitamente fatto riferimento, permette infatti l'uso di armi di distruzione di massa in caso di necessaria difesa del territorio russo, proprio ora che la controffensiva ucraina sta avendo i suoi risultati, in fretta e furia vengono indette le votazioni di annessione di territori che stanno ancora vivendo una guerra ad alta intensità. Bensì i pacifisti, anche in questo frangente, non hanno perso l'occasione di attribuire tutte le responsabilità a chi ha provocato questa reazione Russa alle continue provocazioni della Nato sul classico espansionismo e sugli aiuti militari all'Ucraina. E nessuna reazione da parte degli stessi pacifisti ai "democratici" referendum svolti, dove vengono documentate situazioni di raccolta voti con militari armati al seguito di urne trasparenti https://twitter.com/ChroniclesKiev/status/1576477737908199425 , dove guarda caso come accaduto in Crimea pochi anni prima è stato ottenuto un plebiscito a favore dell'annessione dei territori alla Russia? Quali alternative avevano le popolazioni del Donbass, Kherson e Zaporizhzhia se non votare in tal senso? Oltre a ricordare che solo la popolazione residente in Donbass attualmente conta poco più di 350.000 persone quando prima del 2014 vi erano circa 3.000.000 di abitanti. Quali indignazioni sono state mosse dai pacifisti come Alessandro Di Battista ai referendum e alle minacce nucleari? Nessuna indignazione, nessuna protesta. Quando verrà capito che questo comportamento e questo modo di pensare è totalmente antipacifista e controproducente alla pace? E che nessuna guerra può essere giustificata come viene legittimata invece da chi attacca "pacificamente" la NATO? Che solo una condanna forte e coesa all'invasione ucraina può fermare l'escalation militare? Anche l'irresponsabile silenzio dei numerosi pacifisti ai festeggiamenti forzati e anacronistici in Piazza Rossa a seguito del recente referendum russo fanno rumore e danno quanto un vile bombardamento.

mercoledì 14 settembre 2022

Crisi Ucraina 2014 - Articolo del Corriere della Sera del 23 febbraio 2014

Nemmeno di proposito, mentre mi accingevo a sistemare e ad incartare alcuni vecchi oggetti, ecco cosa salta fuori. Pezzo storico di Paolo Valentino più altre due interviste che rappresentano chiaramente la prima fisica fase della volontà del Cremlino di riconquistare l'Ucraina. Buona lettura.







venerdì 26 agosto 2022

Business Retreats and Sanctions Are Crippling the Russian Economy - continua la serie sulle sanzioni alla Russia

 Ennesimo studio della Yale University sulle sanzioni alla Russia evidenziano che:

- il posizionamento strategico della Russia come esportatore di materie prime è irrevocabilmente deteriorato, poiché ora tratta da una posizione di debolezza con la perdita dei suoi mercati principali di un tempo e affronta sfide impegnative eseguendo un "perno verso l'Asia" con esportazioni non fungibili come il gas convogliato

- le importazioni russe sono in gran parte crollate e il paese deve affrontare sfide dure per assicurarsi input cruciali e tecnologia di partner commerciali esitanti, portando a una diffusa carenza di forniture all'interno della sua economia nazionale

- Nonostante le delusioni di Putin sull'autosufficienza e la sostituzione delle importazioni, la produzione interna russa si è completamente arrestata con nessuna capacità di sostituire attività, prodotti e talenti perduti; ha portato allo svuotamento dell'innovazione interna e della base produttiva della Russia all'impennata dei prezzi e all'angoscia dei consumatori

- Come risultato della ritirata degli affari, la Russia ha perso aziende che rappresentano circa il 40% del suo PIL, invertendo quasi tutti i tre decenni di investimenti esteri e sostegno simultaneo senza precedenti di capitale e fuga di popolazione in un esodo di massa della base economica russa

- Putin sta ricorrendo a un intervento fiscale e monetario palesemente insostenibile e drammatico per appianare questi strutturali economici debolezze, che ha già mandato in disavanzo il suo bilancio del governo per la prima volta da anni e ha prosciugato anche le sue riserve estere prezzi elevati dell'energia – e le finanze del Cremlino sono in difficoltà molto, molto più gravi di quanto si pensi convenzionalmente

- I mercati finanziari nazionali russi, come indicatore sia delle condizioni presenti che delle prospettive future, sono i mercati con le peggiori performance del mercato mondiale intero quest'anno, nonostante i severi controlli sui capitali, e hanno scontato una debolezza sostenuta e persistente all'interno dell'economia con liquidità e contratti di credito - oltre al fatto che la Russia è stata sostanzialmente tagliata fuori dai mercati finanziari internazionali, limitando la sua capacità di attingere in bacini di capitale necessari per il rilancio della sua economia paralizzata

- La Kyiv School of Economics e il gruppo di lavoro McFaul-Yermak guidato dall'ex ambasciatore degli Stati Uniti in Russia Mike McFaul hanno guidato il modo nel proporre misure sanzionatorie aggiuntive tra sanzioni individuali, sanzioni energetiche e sanzioni finanziarie. Guardando avanti, non c'è via d'uscita dall'oblio economico per la Russia finché i paesi alleati rimangono uniti nel mantenere e aumentare le sanzioni contro la Russia

- I titoli disfattisti che sostengono che l'economia russa si è ripresa semplicemente non sono reali, i fatti sono che, in base a qualsiasi parametro e su qualsiasi livello, l'economia russa vacilla e ora non è il momento di premere il freno.

Dedicato ad Alessandro Di Battista e a Matteo Salvini.