giovedì 22 gennaio 2026

PROCEDURA PER ATTIVAZIONE DELEGA UNICA ADE

Aprire il sito dell’agenzia delle entrate: www.agenziaentrate.gov.it/portale/ 

Accedere all’area riservata (il alto a destra) con SPID, CIE o CNS

Scrivere nella ricerca del servizio ‘deleghe’

Selezionare il servizio ‘gestisci deleghe’

Selezionare l’area ‘vai a deleghe intermediario’ 

Accedere al servizio ‘delega unica on line’

Inserire il codice fiscale del delegato

Selezionare tutti i servizi proposti e cliccare su inserisci. 


La procedura suddetta attiva la delega come persona fisica.

Per attivare quella della società bisogna abbinare l'area riservata dell'agenzia entrate con la società.

Una volta andato a buon fine la procedura di collegamento, si attiva la stessa procedura per la delega con il profilo utente della società.

giovedì 20 marzo 2025

Denuncia acque prelevate Regione Lombardia

Da effettuarsi entro il 31 marzo di ogni anno.

Accedere al portale di Regione Lombardia all'indirizzo

Denuncia annuale dei quantitativi d'acqua pubblica derivata

- Come Accedere

- Applicativo SIPIUI

Accedere utilizzando lo SPID, CIE o la CNS.

All'interno dell'applicativo scegliere "Utenze Idriche" e poi "Denunce" (si ipotizza che la domanda e la concessione sia già presente in applicativo).

La maschera seguente permette di inserire la denuncia per annualità. Scegliere "inserisci" sull'ultima annualità.

Sotto Azioni scegliere "modifica".

Compilare la parte "Volume d'acqua prelevato nel corso dell'anno x" indicando i metri cubi prelevati, se stimati o misurati con strumento.

Salvare e inviare la denuncia.

Sarà possibile immediatamente salvare/stampare il modulo di invio e la relativa ricevuta.


mercoledì 13 settembre 2023

Agevolazioni fiscali canone locazione concordato

I soggetti titolari di diritti reali sulle unità immobiliari situate in Comuni ad elevata tensione abitativa concesse in affitto possono usufruire di alcune rilevanti agevolazioni fiscali. La lista di questi Comuni è fissata dalla Legge n. 61/E/1989. Si tratta dei Comuni di: Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Torino, Venezia ed i Comuni confinanti con gli stessi. Vi sono poi i Comuni capoluoghi di Provincia e quelli contenuti nella Delibera CIPE 13 novembre 2003, n. 087. 

Le agevolazioni previste per i proprietari delle unità immobiliari sono i seguenti:

Riduzione della base imponibile Irpef – In caso scelta per la tassazione ordinaria ad Irpef il reddito imponibile del soggetto titolare del diritto reale sull’immobile viene determinato effettuando un con­fronto tra la rendita catastale rivalutata rapportata ai giorni ed alla percentuale di possesso ed il reddito effettivo, ovvero il canone di locazione ridotto della percentuale forfetaria del 5% e rapportato alla percentuale di possesso, viene ulteriormente ridotto del 30%;

Riduzione della base imponibile per l’imposta di registro – Per i contratti di locazione a canone concordato è prevista una riduzione del 30% della base imponibile sulla quale calcolare l’imposta di registro. In sostanza, il corrispettivo annuo da considerare per il calcolo dell’imposta deve assunto per il 70% del canone di locazione;

Riduzione aliquota cedolare secca – In caso di scelta per la tassazione sostitutiva del canone di locazione con cedolare secca (da esercitare con clausola sul contratto, oppure con istanza in caso di rinnovo annuale), l’aliquota di tassazione applicabile sul 100% del canone di locazione, è ridotta dal 21% al 10%. Si tratta di un’agevolazione di notevole impatto che rende molto vantaggiosa per il proprietario la stipula di questo tipo di contratto di locazione;

Possibilità di beneficiare di detrazioni comunali – I Comuni hanno facoltà di stabilire aliquote più basse per l’Imu oppure maggiori detrazioni. Il governo dispone che i comuni possono portare al al 4 per mille l’aliquota Imu per queste abitazioni, che diversamente sarebbero soggette alla fascia compresa tra il 7,6 e il 10,6 per mille delle seconde case.

martedì 2 maggio 2023

La guerra Ucraina e la retorica. Rovelli, Pennetta e il referendum Ripudia la Guerra contro l'invio delle armi.

Nella speranza che il fisico Rovelli e Pennetta umilmente leggano queste altrettanto umili righe.

Rovelli circa un anno fa fece un semplice esempio per spiegare la guerra russo-ucraina (minuto 3:23)

https://www.la7.it/piazzapulita/video/ucraina-il-fisico-carlo-rovelli-non-e-sufficiente-che-ci-sia-un-popolo-che-soffre-e-un-aggressore-17-03-2022-429443

L'Ucraina viene rappresentata come un ragazzetto piccolino mentre la Russia come un grosso signore armato che lo aggredisce. Rovelli afferma che dall'esterno sarebbe stupido lanciare al ragazzetto un coltello per difendersi, facendo il parallelismo del mero aiuto militare all'Ucraina che scatenerebbe alla reazione la forte Russia (che è anche un principio base della fisica, ma a questo ci arriviamo dopo) rischiando perfino la morte del ragazzetto (Ucraina). Spiegazione plausibile e lineare, senonché Rovelli dimentica altrettanti verosimili scenari:
- il grosso signore armato potrebbe retrocedere alla visione dell'arma consegnata al ragazzetto
- il grosso signore armato potrebbe perire ed il ragazzetto sopravvivere e non solo viceversa
- altre persone potrebbero intervenire e bloccare l'uomo più grosso, evenienza che viene subito scartata da Rovelli ad inizio narrazione, ma che dovrebbe essere presa in considerazione.
Questo modo di pensare, a mio avviso, è limitante se ci si riduce ad utilizzare un semplice esempio a proprio piacimento per accomodare la propria narrazione ed alla propria idea del conflitto che, anche se ben più complesso, potrebbe essere comunque spiegato con delle metafore come eseguito da Rovelli. Il punto è che sarebbe stato più onesto considerare tutti gli scenari possibili e non solo quello più adattabile e compiacente alla propria ideologia.
Ma questo sarebbe nulla.
Giorni fa mi imbatto nel profilo twitter di Enzo Pennetta, persona che non conoscevo, portavoce del referendum denominato "Ripudia la Guerra" ovvero un referendum contro l'invio delle armi all'Ucraina sulla base del poco armonico concetto suddetto del Rovelli e sulla base delle opinioni propagandate dal movimento pacifista italiano ed europeo. 
Per quanto personalmente mi riguarda, l'impronta di questo referendum è molto offensivo sia per gli ucraini rifugiati in Italia che avrebbero potuto leggerlo e per chi come me ha dovuto lasciare l'Ucraina; ma non solo, risulta anche offensivo per tutta quella parte di italiani che la pensa come i governi europei, i quali per fortuna hanno deciso di non voltare la faccia di fronte all'ennesima aggressione russa, in questa occasione svolta con un anacronistico e vile crudele barbaro attacco su larga scala.
Ebbi pertanto ad evidenziare il mio dissenso chiedendo a Pennetta cosa avrei dovuto votare nella mia condizione di cittadino di Kyiv ad un referendum del genere.
https://twitter.com/ChroniclesKiev/status/1648014363616215040?s=20

Enzo Pennetta mi rispose cordialmente che avrei dovuto sostenere comunque il referendum per interrompere l'invio di armi e chiedere la tregua citando il fisico Rovelli ed il terzo principio della dinamica. Presumo che Rovelli abbia pertanto utilizzato banalmente un principio base della fisica per spiegare un conflitto.
Per ogni forza che un corpo A esercita su un altro corpo B, ne esiste un'altra uguale, in modulo e direzione, e contraria in verso, che B esercita su A. 
Davvero possiamo limitarci a questo principio base della fisica, che si allinea al precedente esempio del ragazzetto e del grosso uomo armato, per spiegare il conflitto russo-ucraino?
Probabilmente la mia risposta a Pennetta fu meno cordiale accusando lui e Rovelli di miopia:
https://twitter.com/ChroniclesKiev/status/1648199716377690114?s=20

Degenerando purtroppo in un insulto bello e buono di Pennetta nei miei confronti, ovvero nel retorico consiglio di imbracciare le armi e di andare a combattere al fronte. 
Probabilmente Pennetta resosi conto dell'offesa e della mia provenienza, ha interrotto poi la conversazione bloccandomi.


 

La conclusione a cui voglio arrivare è però questa. Posso chiedere a chi sta firmando per sostenere questo referendum e ai diretti interessati Prof. Enzo Pennetta e al fisico Rovelli, se possono fare un semplice esercizio di discernimento? Ovvero: sinceramente, cosa votereste se foste nella condizione di dover lasciare le vostre case ingiustamente e vedere dei vostri cari in guerra? Non vi sembra egoistico ed offensivo nei confronti di altre persone promuovere il ripudio alla guerra? Perché tutti indistintamente ripudiamo la guerra, tutti la odiamo, tutti non vorremmo mai vivere quegli orrori. Purtroppo il popolo ucraino e i parenti europei degli ucraini non possono permettersi di non doverla affrontare, di non poterla subire e quindi non possono avere il lusso di poterla ripudiare. Non l'abbiamo voluta questa guerra, nessuno di noi, ma ci dobbiamo convivere, e gli ucraini ci convivono ogni giorno. L'invio degli aiuti militari è stato il minimo sindacale che noi europei possiamo fare. Lo spiego sempre in questo blog, il 23 febbraio 2022, alla vigilia dei diffusi bombardamenti sulle città ucraine e dell'inizio della "operazione speciale militare di denazificazione". https://stevendotit.blogspot.com/2022/02/un-libro-per-spiegare-lattuale.html
Se fosse certificato che la fine della guerra sia determinata dall'interruzione dell'invio delle armi ai fratelli ucraini, sarei il primo a firmare per questo referendum ed il primo a promuoverlo. La tangibilità dei fatti è purtroppo un'altra: la realtà è che senza gli aiuti militari sinora inviati dell'Ucraina oggi avremmo solo un vago ricordo.



domenica 12 febbraio 2023

L'ignoranza è sorella della guerra - Protesta RAI Milano

Frustrante nel rilevare che, ancora oggi, a quasi un anno dall'inizio dell'invasione russa in Ucraina, la disinformazione e i falsi messaggi percuotono la libera comunicazione in Italia e presumibilmente Europea.
Come ad esempio qui:
https://twitter.com/ChroniclesKiev/status/1624489184722317315
https://twitter.com/ChroniclesKiev/status/1624466033393147905

Il sostenere ancora oggi le tesi sul no armi, no Nato, sì ad una pace teorica ed astratta, potrebbero essere dettate da diverse motivazioni: un fattore potrebbe essere l'impossibilità orsiniana/putiniana di ammettere degli errori di valutazione (Orsini sta alla "Russia ha già vinto" come Putin sta al cambiamento con la forza in poco tempo del governo di Kyiv con un'operazione speciale di demilitarizzazione e denazificazione), costringendo pertanto i soggetti ad ostinata ricerca di una via d'uscita a costo dell'autodistruzione (Orsini sta al video di William J. Ampio come Putin sta al massacro dei propri militari russi e alla bomba atomica); un secondo fattore potrebbe essere raggruppato in una o più delle seguenti motivazioni come il disinteresse alla guerra, l'egoismo, l'inconsapevolezza, l'analfabetismo, la miserabilità condizionata da interessi economici o politici di rappresentare qualcuno o qualcosa, la viltà condizionata da personale disagio economico o da personale disagio sociale et similia.
Il denominatore comune assoluto di tutti questi fattori è in ogni qual modo una generale ignoranza, componente essenziale e determinante di ogni guerra, a maggior ragione di una guerra moderna scoppiata nel 2022.
Quali evidenze portano a tali conclusioni? Le evidenze sono banali, la distruzione del territorio ucraino, la diaspora ucraina con milioni di profughi in Europa, la russificazione di Crimea e Donbass, le continue minacce militari russe che alludono all'utilizzo di armi nucleari, la certificazione che ogni parola pronunciata da Putin e dalle sue ambasciate siano diventate al limite dell'imbarazzo talmente siano fondate sull'ipocrisia (questa solo l'ultima in ordine cronologico https://www.adnkronos.com/ucraina-putin-non-e-stata-russia-a-iniziare-ostilita_1tAVuQRq2hbP9rkZAJGX3q).
Il processo di controllo dei mass media in Russia, intrapreso dal 2000 con l'ascesa di Putin al potere, descrive come non solo in Russia la propaganda abbia fatto presa sulla popolazione, ma anche a cascata su molti europei, che pur liberi di informarsi, ne sono stati condizionati per i fattori descritti in precedenza.
Aver protestato (liberamente) nei pressi della sede RAI di Milano è consapevolezza che l'ignoranza è sorella della guerra.



Dettagli

Persone che hanno risposto: 570
Corso Sempione, 27, 20145 Milano MI, Italia
Pubblico Chiunque su Facebook o fuori Facebook
Siamo cittadini italiani amanti della pace e della cultura. Per questo ci indigna la decisione della RAI di ospitare al Festival di Sanremo il presidente ucraino Zelensky.
Così facendo, lo Stato utilizza un importante evento popolare per indirizzare l'opinione pubblica a favore della guerra. Di questo passo, vi è il rischio concreto di inviare i nostri giovani al fronte.
Inoltre, ospitare un politico che non fa altro che chiedere armi per miliardi di euro è un insulto alla maggioranza del popolo italiano colpito dal carovita e favorevole agli accordi di pace.
Dare spazio alla propaganda di guerra al Festival della canzone italiana è un affronto alla nostra cultura e alla nostra Costituzione.

L'ITALIA RIPUDIA LA GUERRA!

NO ALLA PROPAGANDA DI GUERRA!

NON UN UOMO, NON UN SOLDO PER LA GUERRA!

SABATO 11 FEBBRAIO ORE 15:30 DAVANTI ALLA SEDE RAI DI CORSO SEMPIONE,
PRESIDIO PER LA PACE!

Sosteniamo chi manifesta a Sanremo e invitiamo i cittadini italiani a manifestare davanti alle sedi RAI presenti in ogni capoluogo di regione.
Comitato contro la guerra Milano
Coordinamento per la Democrazia Costituzionale Milano
È in corso la raccolta adesioni, inviare mail a: comitatocontrolaguerramilano@gmail.com
Ad ora hanno aderito:
Movimento 5 Stelle
Associazione culturale ECSIT
Unione Popolare Lombardia
CIVG - Centro di Iniziative per la Verità e la Giustizia
Costruttori di Pace
Comitato per la Liberazione di Julian Assange - Italia
Marx21
Arcilesbica
Partito Comunista
Democrazia Sovrana Popolare
Lista Civica Italiana
Partito della Rifondazione Comunista
Angelo D'Orsi - Direttore di "Historia Magistra. Rivista di storia critica"
SGC - Sindacato Generale di Classe
Fronte del Dissenso Lombardia
Associazione Svizzera-Cuba
Iniziativa Convergenza
Associazione politico culturale Cumpanis di Milano
Rete Toscana in Movimento

venerdì 20 gennaio 2023

NUOVE MODALITA’ DI TRASMISSIONE DELLE DENUNCE ANNUALI VOLUMI D’ACQUA - CONFAGRICOLTURA

Si informa che sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia SEO1_04/01/23 è stata

pubblicata la D.g.r. 28 dicembre 2022 - n. XI/7719 Nuove modalità di trasmissione

delle denunce annuali dei volumi d’acqua derivati di cui all’art. 33 del regolamento

regionale n. 2/20061 (allegato1). La D.g.r. stabilisce che le denunce annuali dei

volumi d’acqua derivati, relative all’annualità 2022 e seguenti, dovranno essere

presentate in forma telematica tramite l’applicativo SIPIUI, raggiungibile al seguente

indirizzo web www.tributi.regione.lombardia.it/sipiui/. Il caricamento delle denunce

annuali sul portale SIPIUI, che assolverà agli adempimenti di cui all’art. 33 del r.r.

2/2006, dovrà avvenire a decorrere dal 15 gennaio 2023. Pertanto le denunce

annuali relative all’annualità 2022 potranno essere presentate, mediante il SIPIUI, dal

15 gennaio al 31 marzo 2023.

sabato 14 gennaio 2023

Kravčenko. Propaganda e verità.

Parliamo ancora di Viktor Andrijovyč Kravčenko (in ucraino: Віктор Андрійович Кравченко; Ekaterinoslav, 11 ottobre 1905 – New York, 25 febbraio 1966) che scrisse un libro purtroppo non sufficientemente famoso, "Ho scelto la libertà", importante per comprendere l'Holodomor e la mentalità russa. Oggi più che mai questo testo diventa di attualità per afferrare alcuni aspetti della crisi russo-ucraina, quanto è interessante leggere questo articolo di Domenico Vecchioni "Le reazioni in Italia al processo Kravchenko". Porta in risalto il tema della propaganda russa, come lavora e come  riesce ad influenzare l'opinione pubblica e conseguentemente la politica in Italia, allora come oggi.

Articolo tratto dalla Rivista di Studi Politici Internazionali  PDF

Vol. 64, No. 2 (254) (Aprile-Giugno 1997), pp. 236-240 (5 pages)

Published by: Maria Grazia Melchionni

La storia si ripete.














mercoledì 7 dicembre 2022

Diario di un viaggio in tempo di guerra - Giorno 8 - Kyiv - Mastodon

 Il diario completo lo potete leggere su Mastodon

@kiev@mastodon.uno

https://mastodon.uno/@kiev

Questa mattina due droni ucraini hanno colpito l'aeroporto militare di Ryazan, a soli 200 km da Mosca, e l'aeroporto militare Engels-2 distante ben 450 km dal confine ucraino. La portata del raggio d'azione dell'arsenale bellico ucraino dimostra la possibilità di poter colpire la stessa Mosca.
Dopo un primo breve attimo di sussulto di timida gioia comunicando la notizia a Elena e Yuliia, istantaneamente la preoccupazione mi pervade ricordando la rappresaglia crudele e violenta a seguito del danneggiamento del Ponte di Kerch in Crimea.
L'attacco agli aeroporti militari nell'entroterra russo, così in profondità, sono l'ennesima umiliazione per Putin ed il suo esercito; mentre la situazione in Ucraina è drammatica, un ulteriore attacco missilistico su vasta scala ridurrebbe allo stremo la popolazione. E' presumibile che l'improvvisa incursione dei droni ucraini, sia stata ponderata e strategicamente studiata, viste le possibili ripercussioni, e dettata dalla necessità di danneggiare irrimediabilmente dei bombardieri russi destinati agli attacchi previsti in questi giorni e promessi dalle varie intelligences internazionali. Altra ipotesi, o parallela alla precedente, è la strategia di lanciare un preciso messaggio a Mosca, il segnale alla loro vulnerabilità e debolezza. Lo stesso messaggio verrà conseguentemente recepito dal mondo intero, l'Ucraina può veramente vincere questo conflitto. Il fallimento della "operazione speciale di denazificazione", così denominata da Putin, guai a chiamarla guerra pena anni di prigionia, sta facendo acqua da tutte le parti. Sul piano politico la Russia ha perso la stima e la fiducia di quasi tutte le altre nazioni, Putin ha distrutto in poco tempo la propria reputazione costruita negli anni. Esemplari gli imbarazzanti incontri con Erdogan o ad esempio con il presidente armeno Khachaturyan durante il recente summit dell'OTSC. Sul piano militare la logica strategica russa è stata una totale debacle; la preparazione dei militari, immotivati, era ridotta al minimo sindacale, l'arsenale bellico vetusto e non tecnologicamente avanzato come ci si aspetterebbe dalla presunta seconda potenza militare mondiale, è la mera rappresentazione della società tanto capitalistica quanto plebiscitaria della Federazione Russa, basata su fondamenta mafiose e corruttive. Cerco di immaginare a volte la vita di Putin, da uomo più ricco e potente della terra ad animale ingabbiato nella sicura attesa di un tragico epilogo. Dalle dichiarazioni, dalla dialettica e gestualità del dittatore russo, traspaiono tratti di preoccupazione e di paura, causati dalla folle ed inutile impresa Ucraina, che finirà in Ucraina, e che, a detta sua, l'avrebbero storicamente ricordato come il nuovo Pietro Il Grande. Putin Il Grande Narcisista, così verrà propriamente chiamato dai posteri. 

Ora è arrivato il tempo di pensare a cosa succederà all'Ucraina, agli ucraini e a noi stessi. Dopo questo attacco alle basi russe la risposta non tarderà ad arrivare. L'allarme antiaereo è stato trasmesso su tutto il territorio ad esclusione degli Oblast più a ovest. A Kyiv sentiamo le sirene e arriva sui nostri telefoni il messaggio di raggiungere il più vicino bunker. Ogni distretto di Kyiv è stato attrezzato di rifugi. Le stazioni della metro sono un altro luogo di riparo sicuro in caso di bombardamento.
Io, Elena e mia moglie decidiamo di rimanere a casa. Il rischio è calcolato. Ci posizioniamo nel corridoio dell'appartamento, riparati dai muri portanti. Sappiamo che è importante stare lontani dalle finestre, le schegge di vetro, dovute ad un'esplosione nelle vicinanze, potrebbero trafiggerci. L'appartamento dove risiediamo all'ottavo piano, ne ha già avuto esperienza a marzo 2022. I balconi di quasi tutti gli appartamenti vengono classicamente isolati con delle finestre, panoramiche o meno, che creano degli spazi utilizzati per lo più come ripostiglio oltre a creare una camera d'aria che ripara dal freddo invernale. A pochi metri dal nostro appartamento ci fu l'abbattimento di un missile russo, un residuo missilistico rovinò su un edificio distante duecento metri circa in linea d'aria. La forza d'urto di questo impatto distrusse le finestre del circondario, nel nostro caso divelse anche la porta vetro che separa la stanza dal balcone. L'edificio danneggiato è già stato ristrutturato dal governo di Kyiv, la promessa è quella di riparare anche tutti gli altri danni agli altri caseggiati. Avendo già avuto questa esperienza, posiziono la sedia da ufficio, dall'alto schienale, come scudo poggiando il laptop sulla seduta e procurandomi un piccolo sgabello su cui sedermi di fronte. L'ufficio è allestito, devo lavorare e non posso permettermi di perdere preziose ore di elettricità e rete internet. Suocera e moglie si siedono scomodamente a terra nel corridoio, chiacchierano bevendo thè. Elena dopo mesi di "solitudine" con il marito al villaggio, ha bisogno di chiacchierare con la figlia, bombe o non bombe, quasi con il fine di immagazzinare il più possibile parole fino a quando non saremo di ritorno a Kyiv la prossima volta. Sentiamo dopo circa un'ora dall'allarme dei bombardamenti in lontananza. Risulteranno dei missili, dieci per la precisione, lanciati sulla capitale, nove dei quali verranno abbattuti. L'unico missile "sopravvissuto" danneggerà poco fuori la città l'ennesima stazione elettrica. Ci aspettiamo un ulteriore aumento del razionamento energetico, non bastassero già quelli in corso. Dopo circa altre due ore il pericolo di attacco rientra, le persone possono così uscire dai bunker e dai rifugi e la vita tornare ad una fragile normalità.

Foto - Pozniaky Kyiv - Edificio vicinanze a dove risiediamo, danneggiato dagli attacchi di marzo 2022 e poi ristrutturato






martedì 8 novembre 2022

Approssimazioni ed incompletezza dell'informazione.

Mi imbatto in questo post datato 07/11/2022 del solito Giorgio Bianchi che riprende un testo di Laura Ruggeri 

Si parla di disinformazione e di una risoluzione ONU osteggiata dai paesi "che si ergono paladini dei diritti umani e della democrazia, GIUSTIFICANO LA GLORIFICAZIONE DEL NAZISMO". La sig.ra Ruggeri, piuttosto che trarre questa affrettata conclusione, si dimentica di citare o leggere alcuni documenti relativi alla questione. Ovvero:

1 - Combating glorification of Nazism, neo-Nazism and other practices that contribute to fuelling contemporary forms of racism, racial discrimination, xenophobia and related intolerance : resolution / adopted by the General Assembly https://digitallibrary.un.org/record/3951466  dove si trova tutta la documentazione relativa alla risoluzione del 2021, da cui si evince che Ucraina e USA votarono contro e dove ci furono molti astenuti compresa l'Italia*, e da cui estrapolo l'intervento di Kyslytsya per l'Ucraina in risposta a Kuzmin della Federazione Russa durante l'assemblea generale ONU "Seventy-sixth session 53rd plenary meeting tenutasi "Thursday, 16 December 2021, 3 p.m." a New York

Mr. Kyslytsya (Ukraine): At the outset, I would like
to congratulate Ambassador Mohamed Said Doualeh
on the success of his chairmanship of one of the most
deliberative and human-centric Main Committees of
the General Assembly.
It is of particular concern that in the seventy-sixth
year of the United Nations existence, gross human rights
violations still persist in different parts of the world.
They are caused by deliberate disregard for international
law and undermining of the rules-based order.
Everyone can see the Russian so-called
“peacemakers” in Syria, Georgia and Ukraine — all
places where Russia set the earth on fire. Russia pretends
that its troops are not in the temporarily occupied
territories of Ukraine and that Russia is not an
occupying Power there. Still, even the Russian courts,
such as the court in the city of Kirov, recently decided
that Russian troops are there.
Yet the reports of international organizations and
their missions, which were invited by Ukraine, clearly
tell the contrary. They speak the truth in facts. Since
February 2014, the Autonomous Republic of Crimea and
the city of Sevastopol of Ukraine have been temporarily
occupied by the Russian Federation as a result of armed
aggression against my country. And that is a fact that is
very difficult to deny. Hence Russia was recognized as
an occupying Power by the General Assembly.
It is quite easy to understand the whole horror
of the Russian occupation regime, despite what the
Russian representative just said, as in the famous
Soviet propagandistic television show Vremya. One
has only to open two recent reports of the Secretary
General on the human rights situation in Crimea.
Repression, depression and hopelessness — that is
what local populations face today in the temporarily
occupied Crimea.
Systemic human rights abuses and violations have
turned Crimea into a land of fear, not a land of tourism
as the representative of the Russian Federation just said.
The Crimean Tatar people — the indigenous people of
the peninsula who were expelled from their homeland
in 1944 by the Stalin regime — have once again become
a direct target of intimidation, harassment and terror,
forcing them to leave.
Russia drives ethnic Ukrainians out of the peninsula
by destroying political and civic organizations of
Ukrainians, eliminating education in the Ukrainian
language — despite what the Russian representative
just said — persecuting leaders and activists exerting
massive psychological pressure and expelling citizens
of Ukraine from the occupied territory. Anyone who
dares to reject the so-called “reunification with Russia”
narrative becomes a victim of arbitrary detention,
prosecution, extrajudicial executions, torture and
in human treatment in Crimea We strongly condemn the sentencing of civic
and political activists prosecuted for being loyal to
their own country — Ukraine. Despite the demand
expressed in General Assembly resolutions, Mr. Emin
Usein Kuku still remains in a Russian prison, as does
Mr. Server Mustafayev, a human rights defender who
was arbitrarily sentenced to 14 years in a strict-regime
correctional facility. Hundreds of citizens of Ukraine,
including Halyna Dovhopola, Vladyslav Yesypenko and
Nariman Dzhelyal, to name just a few, remain illegally
detained by Russia under politically motivated charges.
The Orthodox Church of Ukraine is practically
expelled from the occupied peninsula. Communities of
Jehovah’s Witnesses and Muslims also face oppression.
Despite Russia’s forced imposition of its legal
system, residents of Crimea remain Ukrainians and my
country will spare no effort defending its citizens.
Meanwhile, Russia continues its aggressive
illegal policy to militarize the peninsula, exploit
natural resources and practice the illegal transfer
and destruction of the Ukrainian cultural heritage
in Crimea. The occupying Power pursues forcible
demographic change in Crimea.
The de-occupation of Crimea, as well as other
temporarily occupied territories, is an absolute priority
for Ukraine. We are grateful to our international
partners for their response to the Russian aggression
against Ukraine. It is important to maintain the political
and diplomatic pressure on the Kremlin until Ukraine’s
territorial integrity is restored.
To increase the effectiveness of the international
response to an array of problems arising from the
ongoing temporary occupation of Crimea, including
in the field of human rights, we established a new
consultation and coordination format: the International
Crimea Platform. We invite all interested parties to join
the Platform — in fact, we invited Russia itself — and
would like to thank our partners that already expressed
their support for the initiative.
Draft resolution III, entitled “Situation of human
rights in the temporarily occupied Autonomous Republic
of Crimea and the city of Sevastopol, Ukraine”, also
calls on cooperation within the International Crimea
Platform and will serve as a practical tool for the
United Nations, its Secretariat and the Organization for
Security and Cooperation in Europe and their respective
monitoring missions in Ukraine.
I am grateful to all Member States — and I am
not going to threaten any of them, like the Russian
representative just did — from all regions that supported
the draft resolution in the Third Committee. It is also
encouraging that the text received the co-sponsorship
of more than 40 Member States.
I ask Member States to vote in favour of draft
resolution III.

2 - che la risoluzione menzionata del 2022 per completezza di informazione era questa:
Seventy-seventh session
Third Committee
Agenda item 66 (a)
Elimination of racism, racial discrimination, xenophobia
and related intolerance: elimination of racism, racial
discrimination, xenophobia and related intolerance
Australia, Japan, Liberia and North Macedonia: amendment to draft
resolution A/C.3/77/L.5
Combating glorification of Nazism, neo-Nazism and other
practices that contribute to fuelling contemporary forms of
racism, racial discrimination, xenophobia and related intolerance
Before operative paragraph 3, insert a new operative paragraph, reading:
Notes with alarm that the Russian Federation has sought to justify its territorial
aggression against Ukraine on the purported basis of eliminating neo-Nazism, and
underlines that the pretextual use of neo-Nazism to justify territorial aggression
seriously undermines genuine attempts to combat neo-Nazism;

3 - le ragioni per le quali nel 2021 gli USA (non ho trovato quella Ucraina ma credo sia assimilabile a questa) votò negativamente alla risoluzione sono riportate qui:


e sono 

Nicholas Hill
Deputy U.S. Representative for ECOSOC
New York, New York
November 12, 2021

Explanation of Vote at the Third Committee Adoption of the Combating Glorification of Nazism, Neo-Nazism and other Practices that Contribute to Fueling Contemporary Forms of Racism, Racial Discrimination, Xenophobia and Related Intolerance Resolution

AS DELIVERED

Chair – As we mark the end of World War I with Armistice Day, the United States also joins the world community in commemorating the valiant sacrifice, heroism, and years-long struggle of all allied nations in the defeat of Nazi Germany in 1945 to end the Second World War. The United States joins those in the international community in condemning the glorification of Nazism and all forms of racism, xenophobia, discrimination, and intolerance. In fighting against the murderous ideology of Nazism, the United States fought for the freedom, dignity and human rights of all individuals and our steadfast commitment to preserving and protecting fundamental freedoms, including the freedom of expression.

Today, however, the United States must once again express opposition to this resolution, a document most notable for its thinly veiled attempts to legitimize Russian disinformation campaigns denigrating neighboring nations and promoting the distorted Soviet narrative of much of contemporary European history, using the cynical guise of halting Nazi glorification.

The United States Supreme Court has consistently affirmed the constitutional right to freedom of speech and the rights of peaceful assembly and association, including by avowed Nazis, whose hatred and xenophobia are vile and widely scorned by the American people. We nevertheless firmly defend the constitutional rights of those who exercise their fundamental freedoms to combat intolerance and express strong opposition to the odious Nazi creed and others that espouse similar hatreds.

We have again attempted this year to improve this resolution by engaging in negotiations on the draft text. Despite consistently expressing our concerns with the Russian delegation and proposing revisions to improve the text and protect against unacceptable restrictions on freedom of expression, most of these recommendations were ignored. We discourage States from invoking Article 4 of the Convention on the Elimination of All Forms of Racial Discrimination and Article 20 of the International Covenant on Civil and Political Rights in order to either silence unwelcome opinions or to excuse their failure to combat intolerance.
For these reasons, the United States has voted against each new version of this resolution since 2005 and is, again, compelled to vote “No” on this resolution, and calls on other States to do the same.




In conclusione, le informazioni, di questo tipo di importanza, non possono essere divulgate senza una completa ed esaustiva documentazione dei fatti, in alternativa rimangono ideologizzate e rimangono opinioni personali; opinioni deliberatamente volenterose di accomodare il pensiero di una schiera di persone che non ha voglia o che, peggio, non vuole approfondire le questioni che stanno alla base delle politiche e delle decisioni dei governi. Mettiamola come vogliamo, ma i governi sono influenzati dalle opinioni pubbliche, e il politico che vuole il potere non può altro che assecondarle per ottenere voti. Da qui la pericolosità delle informazioni divulgate a spizzichi e bocconi.


Redaelli Stefano

 *Votazioni alla risoluzione ONU del 2021 citata

AFGHANISTAN
A ALBANIA
Y ALGERIA
A ANDORRA
Y ANGOLA
Y ANTIGUA AND BARBUDA
Y ARGENTINA
Y ARMENIA
A AUSTRALIA
A AUSTRIA
Y AZERBAIJAN
Y BAHAMAS
Y BAHRAIN
Y BANGLADESH
Y BARBADOS
Y BELARUS
A BELGIUM
Y BELIZE
Y BENIN
Y BHUTAN
Y BOLIVIA (PLURINATIONAL STATE OF)
Y BOSNIA AND HERZEGOVINA
Y BOTSWANA
Y BRAZIL
Y BRUNEI DARUSSALAM
A BULGARIA
Y BURKINA FASO
Y BURUNDI
Y CABO VERDE
Y CAMBODIA
Y CAMEROON
A CANADA
Y CENTRAL AFRICAN REPUBLIC
Y CHAD
Y CHILE
Y CHINA
Y COLOMBIA
Y COMOROS
CONGO
Y COSTA RICA
Y CÔTE D'IVOIRE
A CROATIA
Y CUBA
A CYPRUS
A CZECHIA
Y DEMOCRATIC PEOPLE'S REPUBLIC OF KOREA
DEMOCRATIC REPUBLIC OF THE CONGO
A DENMARK
Y DJIBOUTI
DOMINICA
Y DOMINICAN REPUBLIC
Y ECUADOR
Y EGYPT
Y EL SALVADOR
Y EQUATORIAL GUINEA
Y ERITREA
A ESTONIA
Y ESWATINI
Y ETHIOPIA
Y FIJI
A FINLAND
A FRANCE
Y GABON
Y GAMBIA
A GEORGIA
A GERMANY
Y GHANA
A GREECE
Y GRENADA
Y GUATEMALA
Y GUINEA
Y GUINEA-BISSAU
Y GUYANA
Y HAITI
Y HONDURAS
A HUNGARY
A ICELAND
Y INDIA
Y INDONESIA
IRAN (ISLAMIC REPUBLIC OF)
Y IRAQ
A IRELAND
Y ISRAEL
A ITALY
Y JAMAICA
A JAPAN
Y JORDAN
Y KAZAKHSTAN
Y KENYA
Y KIRIBATI
Y KUWAIT
Y KYRGYZSTAN
Y LAO PEOPLE'S DEMOCRATIC REPUBLIC
A LATVIA
Y LEBANON
Y LESOTHO
LIBERIA
Y LIBYA
A LIECHTENSTEIN
A LITHUANIA
A LUXEMBOURG
Y MADAGASCAR
Y MALAWI
Y MALAYSIA
Y MALDIVES
Y MALI
A MALTA
MARSHALL ISLANDS
Y MAURITANIA
Y MAURITIUS
Y MEXICO
MICRONESIA (FEDERATED STATES OF)
A MONACO
Y MONGOLIA
A MONTENEGRO
Y MOROCCO
MOZAMBIQUE
Y MYANMAR
Y NAMIBIA
Y NAURU
Y NEPAL
A NETHERLANDS
A NEW ZEALAND
Y NICARAGUA
Y NIGER
Y NIGERIA
A NORTH MACEDONIA
A NORWAY
Y OMAN
Y PAKISTAN
PALAU
Y PANAMA
Y PAPUA NEW GUINEA
Y PARAGUAY
Y PERU
Y PHILIPPINES
A POLAND
A PORTUGAL
Y QATAR
A REPUBLIC OF KOREA
A REPUBLIC OF MOLDOVA
A ROMANIA
Y RUSSIAN FEDERATION
Y RWANDA
Y SAINT KITTS AND NEVIS
Y SAINT LUCIA
Y SAINT VINCENT AND THE GRENADINES
A SAMOA
A SAN MARINO
SAO TOME AND PRINCIPE
Y SAUDI ARABIA
Y SENEGAL
Y SERBIA
Y SEYCHELLES
Y SIERRA LEONE
Y SINGAPORE
A SLOVAKIA
A SLOVENIA
A SOLOMON ISLANDS
Y SOMALIA
Y SOUTH AFRICA
Y SOUTH SUDAN
A SPAIN
Y SRI LANKA
Y SUDAN
Y SURINAME
A SWEDEN
A SWITZERLAND
Y SYRIAN ARAB REPUBLIC
Y TAJIKISTAN
Y THAILAND
Y TIMOR-LESTE
Y TOGO
A TONGA
Y TRINIDAD AND TOBAGO
Y TUNISIA
A TURKEY
Y TURKMENISTAN
TUVALU
Y UGANDA
N UKRAINE
Y UNITED ARAB EMIRATES
A UNITED KINGDOM
Y UNITED REPUBLIC OF TANZANIA
N UNITED STATES
Y URUGUAY
Y UZBEKISTAN
Y VANUATU
Y VENEZUELA (BOLIVARIAN REPUBLIC OF)
Y VIET NAM
Y YEMEN
Y ZAMBIA
Y ZIMBABWE


lunedì 7 novembre 2022

Orsini: perché viene accusato di disinformazione e propaganda. Il caso del Summit Nato Bucarest 2008.

"Se non fermiamo l'espansione della Nato avremmo altre guerre" con queste parole ad aprile al programma Piazza Pulita, può essere sintetizzata la visione di Orsini sulla crisi Ucraina sfociata in una guerra anacronistica che ha riportato l'Europa indietro nel tempo di 78 anni. Orsini afferma sempre durante lo stesso programma: "2 - 4 aprile 2008 in Romania a Bucarest c'è stato il summit fondamentale della Nato. In quell'occasione Putin venne invitato come osservatore e la Nato disse di accogliere il desiderio dell'Ucraina e della Georgia di entrare nella Nato. Agosto 2008: la Russia invade la Georgia e dice: 'non la Nato nella Georgia, perché questo è il confine nazionale della Russia. Io Russia non vengo a prendermi paesi che sono confinanti con gli Stati Uniti'. Quindi il problema è assolutamente la Nato [...] i Paesi che stanno sostenendo l'Ucraina si coordinano segretamente attraverso la Nato. È la Nato che è dentro questa brutta storia".

In generale i milioni di telespettatori non conoscono nel dettaglio gli sviluppi del Summit Nato di Bucarest del 2008, potrebbero così prendere per buono il concetto che la Nato, durante tale riunione, ebbe a desiderio l'ingresso di Ucraina e Georgia nella Nato. Non andò proprio così. 

Diciamo innanzitutto che il principale risultato del summit del 2008 fu quello di avere il consenso da parte di tutta l'alleanza all'installazione di basi missilistiche in Repubblica Ceca e Polonia. Addirittura i media russi all'epoca dettero l'impressione alla loro opinione pubblica che la dirigenza del Cremlino ebbe la forza di bloccare l'Occidente rimandando l'inizio del processo di ammissione alla Nato di Ucraina e Georgia, quando la stessa Nato non si proponeva tale obbiettivo per questo summit. 
Nonostante gli sforzi politici e diplomatici americani e la solenne presa di impegno di Bush, contrarie all'ammissione al Map di Ucraina e Georgia furono Germania, Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Olanda, Belgio, Lussemburgo e Norvegia. Gli stessi britannici di Gordon Brown si misero di traverso obbiettando che non era il caso di andare allo scontro con la Russia in quanto il caso Kosovo era ancora fresco. Oltre a ciò le motivazioni del mancato ingresso furono sostanzialmente che l'Ucraina aveva metà della popolazione e della sua classe politica contrarie alla Nato stessa e vicine invece alle posizioni della Russia, e la Georgia perché non aveva il controllo dell'Ossezia del sud e dell'Abkhazia, che erano in mano a gruppi armati e sostenuti dalla Russia stessa (non vi ricorda qualcosa? sì, il Donbass, stesso modus operandi). Ebbene si evince che i maggiori antagonisti dell'espansione della Nato ad est siano state proprio le nazioni europee membre della Nato stessa. La chiave di lettura non è solo da assimilare ad un gesto di riguardo nei confronti della Russia, bensì la contrarietà della Vecchia Europa alla trasformazione della Nato in una coalizione fondata sulla realizzazione dei disegni americani. La definisco personalmente una semplice mancanza di lungimiranza anche alla luce dei fatti odierni; purtroppo la realtà ci porta a quanto sia sempre stata forte l'ingerenza russa nei nostri ambienti politici e nell'informazione (disinformazione) attraverso i mass media, evidentemente ieri come oggi. Emblematiche, per riassumere questo aspetto, furono le parole del primo ministro francese Fillon: "...non riteniamo che l'integrazione di Georgia e Ucraina sia la risposta giusta all'equilibrio delle forze in Europa e tra Europa e Russia, e in merito noi vogliamo il dialogo con la Russia". Parole e risultato del Summit che portarono alla somma soddisfazione di Putin.

Se in questo momento fossimo in un contradditorio televisivo al cospetto del Prof. Orsini, lo stesso partirebbe con un "Dottoressa, dottoressa, dottoressa, dottoressa.... non ho mai detto ecc. ecc." ma in sostanza il professore troppo spesso ha confezionato la sua visione della storia per accomodare la sua narrazione dei fatti e delle sue opinioni, che per quanto mi riguarda sono molto, troppo discutibili.

Sarebbe stato invece di importanza fondamentale trasmettere, soprattutto in un programma televisivo andato in onda in prima serata, l'excursus che ci ha portato a questa assurda guerra, e il summit Nato di Bucarest del 2008 è un passo essenziale e decisivo per spiegare quello che oggi sta accadendo.


materiale utile:

https://www.nato.int/docu/comm/2008/0804-bucharest/index.html