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martedì 2 maggio 2023

La guerra Ucraina e la retorica. Rovelli, Pennetta e il referendum Ripudia la Guerra contro l'invio delle armi.

Nella speranza che il fisico Rovelli e Pennetta umilmente leggano queste altrettanto umili righe.

Rovelli circa un anno fa fece un semplice esempio per spiegare la guerra russo-ucraina (minuto 3:23)

https://www.la7.it/piazzapulita/video/ucraina-il-fisico-carlo-rovelli-non-e-sufficiente-che-ci-sia-un-popolo-che-soffre-e-un-aggressore-17-03-2022-429443

L'Ucraina viene rappresentata come un ragazzetto piccolino mentre la Russia come un grosso signore armato che lo aggredisce. Rovelli afferma che dall'esterno sarebbe stupido lanciare al ragazzetto un coltello per difendersi, facendo il parallelismo del mero aiuto militare all'Ucraina che scatenerebbe alla reazione la forte Russia (che è anche un principio base della fisica, ma a questo ci arriviamo dopo) rischiando perfino la morte del ragazzetto (Ucraina). Spiegazione plausibile e lineare, senonché Rovelli dimentica altrettanti verosimili scenari:
- il grosso signore armato potrebbe retrocedere alla visione dell'arma consegnata al ragazzetto
- il grosso signore armato potrebbe perire ed il ragazzetto sopravvivere e non solo viceversa
- altre persone potrebbero intervenire e bloccare l'uomo più grosso, evenienza che viene subito scartata da Rovelli ad inizio narrazione, ma che dovrebbe essere presa in considerazione.
Questo modo di pensare, a mio avviso, è limitante se ci si riduce ad utilizzare un semplice esempio a proprio piacimento per accomodare la propria narrazione ed alla propria idea del conflitto che, anche se ben più complesso, potrebbe essere comunque spiegato con delle metafore come eseguito da Rovelli. Il punto è che sarebbe stato più onesto considerare tutti gli scenari possibili e non solo quello più adattabile e compiacente alla propria ideologia.
Ma questo sarebbe nulla.
Giorni fa mi imbatto nel profilo twitter di Enzo Pennetta, persona che non conoscevo, portavoce del referendum denominato "Ripudia la Guerra" ovvero un referendum contro l'invio delle armi all'Ucraina sulla base del poco armonico concetto suddetto del Rovelli e sulla base delle opinioni propagandate dal movimento pacifista italiano ed europeo. 
Per quanto personalmente mi riguarda, l'impronta di questo referendum è molto offensivo sia per gli ucraini rifugiati in Italia che avrebbero potuto leggerlo e per chi come me ha dovuto lasciare l'Ucraina; ma non solo, risulta anche offensivo per tutta quella parte di italiani che la pensa come i governi europei, i quali per fortuna hanno deciso di non voltare la faccia di fronte all'ennesima aggressione russa, in questa occasione svolta con un anacronistico e vile crudele barbaro attacco su larga scala.
Ebbi pertanto ad evidenziare il mio dissenso chiedendo a Pennetta cosa avrei dovuto votare nella mia condizione di cittadino di Kyiv ad un referendum del genere.
https://twitter.com/ChroniclesKiev/status/1648014363616215040?s=20

Enzo Pennetta mi rispose cordialmente che avrei dovuto sostenere comunque il referendum per interrompere l'invio di armi e chiedere la tregua citando il fisico Rovelli ed il terzo principio della dinamica. Presumo che Rovelli abbia pertanto utilizzato banalmente un principio base della fisica per spiegare un conflitto.
Per ogni forza che un corpo A esercita su un altro corpo B, ne esiste un'altra uguale, in modulo e direzione, e contraria in verso, che B esercita su A. 
Davvero possiamo limitarci a questo principio base della fisica, che si allinea al precedente esempio del ragazzetto e del grosso uomo armato, per spiegare il conflitto russo-ucraino?
Probabilmente la mia risposta a Pennetta fu meno cordiale accusando lui e Rovelli di miopia:
https://twitter.com/ChroniclesKiev/status/1648199716377690114?s=20

Degenerando purtroppo in un insulto bello e buono di Pennetta nei miei confronti, ovvero nel retorico consiglio di imbracciare le armi e di andare a combattere al fronte. 
Probabilmente Pennetta resosi conto dell'offesa e della mia provenienza, ha interrotto poi la conversazione bloccandomi.


 

La conclusione a cui voglio arrivare è però questa. Posso chiedere a chi sta firmando per sostenere questo referendum e ai diretti interessati Prof. Enzo Pennetta e al fisico Rovelli, se possono fare un semplice esercizio di discernimento? Ovvero: sinceramente, cosa votereste se foste nella condizione di dover lasciare le vostre case ingiustamente e vedere dei vostri cari in guerra? Non vi sembra egoistico ed offensivo nei confronti di altre persone promuovere il ripudio alla guerra? Perché tutti indistintamente ripudiamo la guerra, tutti la odiamo, tutti non vorremmo mai vivere quegli orrori. Purtroppo il popolo ucraino e i parenti europei degli ucraini non possono permettersi di non doverla affrontare, di non poterla subire e quindi non possono avere il lusso di poterla ripudiare. Non l'abbiamo voluta questa guerra, nessuno di noi, ma ci dobbiamo convivere, e gli ucraini ci convivono ogni giorno. L'invio degli aiuti militari è stato il minimo sindacale che noi europei possiamo fare. Lo spiego sempre in questo blog, il 23 febbraio 2022, alla vigilia dei diffusi bombardamenti sulle città ucraine e dell'inizio della "operazione speciale militare di denazificazione". https://stevendotit.blogspot.com/2022/02/un-libro-per-spiegare-lattuale.html
Se fosse certificato che la fine della guerra sia determinata dall'interruzione dell'invio delle armi ai fratelli ucraini, sarei il primo a firmare per questo referendum ed il primo a promuoverlo. La tangibilità dei fatti è purtroppo un'altra: la realtà è che senza gli aiuti militari sinora inviati dell'Ucraina oggi avremmo solo un vago ricordo.



sabato 14 gennaio 2023

Kravčenko. Propaganda e verità.

Parliamo ancora di Viktor Andrijovyč Kravčenko (in ucraino: Віктор Андрійович Кравченко; Ekaterinoslav, 11 ottobre 1905 – New York, 25 febbraio 1966) che scrisse un libro purtroppo non sufficientemente famoso, "Ho scelto la libertà", importante per comprendere l'Holodomor e la mentalità russa. Oggi più che mai questo testo diventa di attualità per afferrare alcuni aspetti della crisi russo-ucraina, quanto è interessante leggere questo articolo di Domenico Vecchioni "Le reazioni in Italia al processo Kravchenko". Porta in risalto il tema della propaganda russa, come lavora e come  riesce ad influenzare l'opinione pubblica e conseguentemente la politica in Italia, allora come oggi.

Articolo tratto dalla Rivista di Studi Politici Internazionali  PDF

Vol. 64, No. 2 (254) (Aprile-Giugno 1997), pp. 236-240 (5 pages)

Published by: Maria Grazia Melchionni

La storia si ripete.














domenica 30 ottobre 2022

Putin e la sua retorica ideologia senza fine - Valdai International Discussion Club 27/10/2022

Traduzione delle parti più sostanziali del discorso di Putin e di alcune domande che gli sono state poste:


“Riunione del Club di discussione internazionale Valdai”


27 ottobre 2022


Signore e signori, amici. …

Abbiamo utilizzato la piattaforma del Valdai Club per discutere, più di una volta, dei grandi e gravi cambiamenti che sono già avvenuti e stanno avvenendo in tutto il mondo, i rischi posti dal degrado delle istituzioni globali, l'erosione dei principi di sicurezza collettiva e il sostituzione di “regole” al diritto internazionale. Sono stato tentato di dire "siamo chiari su chi ha escogitato queste regole", ma, forse, non sarebbe un'affermazione accurata. Non abbiamo idea di chi abbia inventato queste regole, su cosa si basino queste regole o cosa sia contenuto in queste regole. …

Il cosiddetto Occidente che è, ovviamente, un costrutto teorico poiché non è unito e chiaramente è un conglomerato molto complesso, ma dirò comunque che l'Occidente ha compiuto diversi passi negli ultimi anni e soprattutto negli ultimi mesi che sono progettati per aggravare la situazione. In realtà, cercano sempre di aggravare le cose, il che non è nemmeno una novità. Ciò include l'alimentazione della guerra in Ucraina, le provocazioni intorno a Taiwan e la destabilizzazione dei mercati alimentari ed energetici globali. A dire il vero, quest'ultimo, ovviamente, non è stato fatto apposta, non ci sono dubbi. La destabilizzazione del mercato energetico è il risultato di una serie di passi falsi sistematici compiuti dalle autorità occidentali che ho menzionato sopra. Come possiamo vedere ora, la situazione è stata ulteriormente aggravata dalla distruzione dei gasdotti paneuropei.

Il potere globale è esattamente ciò che il cosiddetto Occidente ha in gioco nel suo gioco. Ma questo gioco è sicuramente pericoloso, cruento e, direi, sporco. Nega la sovranità dei paesi e dei popoli, la loro identità e unicità, e calpesta gli interessi di altri Stati. In ogni caso, anche se negazione non è la parola usata, lo stanno facendo nella vita reale. Nessuno, tranne coloro che creano queste regole che ho citato, ha il diritto di conservare la propria identità: tutti gli altri devono attenersi a queste regole. …

Credere nella propria infallibilità è molto pericoloso; è solo a un passo dal desiderio dell'infallibile di distruggere coloro che non amano, o come si suol dire, di cancellarli. Basta pensare al significato di questa parola.

Anche al culmine della Guerra Fredda, al culmine del confronto tra i due sistemi, ideologie e rivalità militare, a nessuno venne in mente di negare l'esistenza stessa della cultura, dell'arte e della scienza di altri popoli, loro oppositori . …

Un tempo i nazisti hanno raggiunto il punto di bruciare libri, e ora i "guardiani del liberalismo e del progresso" occidentali sono arrivati ​​al punto di bandire Dostoevskij e Ciajkovskij. Il cosiddetto “cancellare la cultura” e in realtà – come abbiamo detto più volte – il vero annullamento della cultura sta sradicando tutto ciò che è vivo e creativo e soffoca il libero pensiero in tutti i campi, sia esso economico, politico o culturale.

Oggi, la stessa ideologia liberale è cambiata irriconoscibile. Se inizialmente per liberalismo classico si intendeva la libertà di ogni persona di fare e dire a proprio piacimento, nel XX secolo i liberali iniziarono a dire che la cosiddetta società aperta aveva dei nemici e che la libertà di questi nemici poteva e doveva essere limitato se non annullato. …

Ma Dostoevskij vivrà, così come Čajkovskij, Pushkin, non importa quanto avrebbero gradito il contrario.

Standardizzazione, monopolio finanziario e tecnologico, cancellazione di tutte le differenze è ciò che sta alla base del modello occidentale di globalizzazione, che è di natura neocoloniale. Il loro obiettivo era chiaro: stabilire il dominio incondizionato dell'Occidente nell'economia e nella politica globali. Per fare ciò, l'Occidente ha messo al suo servizio le risorse naturali e finanziarie dell'intero pianeta, così come tutte le capacità intellettuali, umane ed economiche, sostenendo che fosse una caratteristica naturale della cosiddetta nuova interdipendenza globale.

Non appena i paesi non occidentali hanno cominciato a trarre benefici dalla globalizzazione, soprattutto le grandi nazioni asiatiche, l'Occidente ha subito cambiato o abolito del tutto molte di queste regole. E i cosiddetti sacri principi del libero scambio, dell'apertura economica, della parità di concorrenza, persino dei diritti di proprietà sono stati improvvisamente dimenticati, completamente. Cambiano le regole in movimento, sul posto ovunque vedono un'opportunità per se stessi. …

Quindi attualmente, la stragrande maggioranza della comunità internazionale chiede democrazia negli affari internazionali e rifiuta ogni forma di imposizione autoritaria da parte di singoli paesi o gruppi di paesi. Che cos'è questa se non l'applicazione diretta dei principi democratici alle relazioni internazionali?

Quale posizione ha adottato l'Occidente "civilizzato"? Se siete democratici, dovreste accogliere il naturale desiderio di libertà espresso da miliardi di persone, ma no. L'Occidente lo chiama minando l'ordine liberale basato sulle regole. Sta ricorrendo a guerre economiche e commerciali, sanzioni, boicottaggi e rivoluzioni colorate, e prepara e compie ogni tipo di colpo di stato.

Uno di loro ha portato a tragiche conseguenze in Ucraina nel 2014. Lo hanno sostenuto e hanno persino specificato la quantità di denaro che avevano speso per questo colpo di stato. Hanno la sfacciataggine di comportarsi a loro piacimento e non hanno scrupoli in tutto ciò che fanno. Hanno ucciso Soleimani, un generale iraniano. Puoi pensare quello che vuoi su Soleimani, ma era un funzionario di uno stato estero. Lo hanno ucciso in un paese terzo e si sono assunti la responsabilità. Cosa dovrebbe significare per gridare ad alta voce? In che tipo di mondo stiamo vivendo? …

Nel corso di mille anni, la Russia ha sviluppato una cultura unica di interazione tra tutte le religioni del mondo. Non c'è bisogno di cancellare nulla, siano valori cristiani, valori islamici o valori ebraici. Abbiamo anche altre religioni del mondo. Tutto quello che devi fare è rispettarti a vicenda. In alcune delle nostre regioni – lo so solo in prima persona – le persone celebrano insieme le festività cristiane, islamiche, buddiste ed ebraiche e si divertono a farlo perché si congratulano e sono felici l'una per l'altra. …

Sono convinto che la vera democrazia in un mondo multipolare riguardi principalmente la capacità di qualsiasi nazione – sottolineo – di qualsiasi società o civiltà di seguire il proprio percorso e organizzare il proprio sistema socio-politico. …

Il mondo è diverso per natura e i tentativi occidentali di schiacciare tutti nello stesso schema sono chiaramente condannati. Non ne uscirà nulla.

L'aspirazione presuntuosa a raggiungere la supremazia globale e, essenzialmente, a dettare o preservare la leadership in base a dettatura sta davvero riducendo il prestigio internazionale dei leader del mondo occidentale, inclusi gli Stati Uniti, e aumentando la sfiducia nella loro capacità di negoziare in generale. Dicono una cosa oggi e un'altra domani; firmano documenti e vi rinunciano, fanno quello che vogliono. Non c'è stabilità in niente. Come vengono firmati i documenti, cosa è stato discusso, cosa possiamo sperare: tutto questo non è del tutto chiaro.

In precedenza, solo pochi paesi osavano discutere con l'America e sembrava quasi sensazionale, mentre ora è diventata una routine per tutti i tipi di stati rifiutare le richieste infondate di Washington nonostante i suoi continui tentativi di esercitare pressioni su tutti. …

In quanto civiltà indipendente e distintiva, la Russia non ha mai considerato e non si considera un nemico dell'Occidente. L'americofobia, l'anglofobia, la francofobia e la germanofobia sono le stesse forme di razzismo della russofobia o dell'antisemitismo e, per inciso, della xenofobia in tutte le sue forme. …

Nel 2000, dopo essere stato eletto presidente, ricorderò sempre quello che ho dovuto affrontare: ricorderò il prezzo che abbiamo pagato per aver distrutto la tana del terrorismo nel Caucaso settentrionale, che l'Occidente sosteneva quasi apertamente all'epoca. …

Inoltre, non solo l'Occidente ha sostenuto attivamente i terroristi sul territorio russo, ma ha anche alimentato questa minaccia in molti modi. Lo sappiamo. Tuttavia, dopo che la situazione si era stabilizzata, quando le principali cosche terroristiche erano state sconfitte, anche grazie al coraggio del popolo ceceno, abbiamo deciso di non tornare indietro, di non fare l'offeso, ma di andare avanti, di costruire relazioni anche con coloro che effettivamente hanno agito contro di noi, per stabilire e sviluppare relazioni con tutti coloro che le volevano, basate sul reciproco vantaggio e sul rispetto reciproco. …

La Russia non sta sfidando le élite occidentali. La Russia sta semplicemente difendendo il suo diritto di esistere e di svilupparsi liberamente. È importante sottolineare che non diventeremo noi stessi un nuovo egemone. La Russia non sta suggerendo di sostituire un mondo unipolare con un ordine bipolare, tripolare o di altro tipo, o di sostituire il dominio occidentale con il dominio da est, nord o sud. Ciò porterebbe inevitabilmente a un'altra impasse. …

Sono convinto che la dittatura può essere contrastata solo attraverso il libero sviluppo dei paesi e dei popoli; il degrado dell'individuo può essere innescato dall'amore di una persona come creatore; la semplificazione e il proibizionismo primitivi possono essere sostituiti con la fiorente complessità della cultura e della tradizione.

Il significato del momento storico odierno sta nelle opportunità per un percorso di sviluppo democratico e distinto di tutti, che si apre davanti a tutte le civiltà, gli Stati e le associazioni di integrazione. Crediamo soprattutto che il nuovo ordine mondiale debba basarsi sulla legge e sul diritto, e debba essere libero, distintivo ed equo.

Anche l'economia e il commercio mondiale devono diventare più equi e più aperti. La Russia considera inevitabile la creazione di nuove piattaforme finanziarie internazionali; questo include le transazioni internazionali. Queste piattaforme dovrebbero essere al di sopra delle giurisdizioni nazionali. Dovrebbero essere sicuri, depoliticizzati e automatizzati e non dovrebbero dipendere da un unico centro di controllo. È possibile farlo o no? Certo che è possibile. Ciò richiederà molto sforzo. Molti paesi dovranno unire i loro sforzi, ma è possibile. …

Chiaramente, abbiamo un interesse comune e molto pragmatico per uno scambio scientifico e tecnologico libero e aperto. Uniti, possiamo vincere di più che se agiamo separatamente. La maggioranza dovrebbe beneficiare di questi scambi, non le singole società super ricche.

Come stanno andando le cose oggi? Se l'Occidente vende medicinali o coltiva semi ad altri paesi, dice loro di uccidere le loro industrie farmaceutiche nazionali e la loro selezione. In effetti, tutto si riduce a questo: le sue forniture di macchine utensili e attrezzature distruggono l'industria meccanica locale. Me ne sono reso conto quando ho servito come Primo Ministro. Una volta aperto il mercato a un determinato gruppo di prodotti, il produttore locale va subito a gambe all'aria ed è quasi impossibile per lui alzare la testa. È così che costruiscono relazioni. È così che si impossessano dei mercati e delle risorse e i paesi perdono il loro potenziale tecnologico e scientifico. Questo non è progresso; è asservimento e riduzione delle economie a livelli primitivi.

Lo sviluppo tecnologico non dovrebbe aumentare la disuguaglianza globale, ma piuttosto ridurla. …

Consentitemi di sottolineare ancora una volta che sovranità e un percorso unico di sviluppo non significano in alcun modo isolamento o autarchia. Al contrario, si tratta di una cooperazione energica e reciprocamente vantaggiosa basata sui principi di equità e uguaglianza. …

L'unità tra l'umanità non può essere creata impartendo comandi come "fai come me" o "sii come noi". È creato tenendo conto dell'opinione di tutti e con un approccio attento all'identità di ogni società e di ogni nazione. Questo è il principio che può essere alla base della cooperazione a lungo termine in un mondo multipolare. …

Grazie mille.


Fyodor Lukyanov: Grazie mille, signor Presidente, per un discorso così onnicomprensivo. Non posso che cogliere spontaneamente la conclusione, purché tu abbia citato la situazione rivoluzionaria, quelle in alto e quelle in basso. Quelli di noi che sono un po' più grandi hanno studiato tutto questo a scuola. Con chi ti associ, quelli in alto o in basso?

Vladimir Putin: Con il basso, ovviamente, io vengo dal basso. Mia madre era... Come sai, l'ho detto molte volte che vengo da una famiglia di lavoratori. Mio padre era un caposquadra, si è diplomato in una scuola professionale. Mia madre non riceveva istruzione, nemmeno secondaria, era una semplice operaia, e faceva molti lavori; ha lavorato come infermiera in un ospedale, e come bidello e guardiano notturno. Non voleva lasciarmi all'asilo o all'asilo. Quindi, quindi, sono naturalmente molto sensibile – grazie a Dio è stato così fino ad ora e, spero, continuerà – al polso di ciò che vive una persona comune.

Fyodor Lukyanov: Quindi, a livello globale, sei tra coloro che "non vogliono [vivere alla vecchia maniera]?"

Vladimir Putin: A livello globale, naturalmente, è una delle mie responsabilità monitorare ciò che sta accadendo a livello globale. Sostengo ciò che ho appena detto, per le relazioni democratiche riguardo agli interessi di tutti i partecipanti alla comunicazione internazionale, non solo agli interessi del cosiddetto miliardo d'oro. …

Fëdor Lukyanov: Eccellente. Signor Presidente, la sua decisione di avviare un'operazione militare speciale a febbraio è stata una grande sorpresa per tutti, compresa la maggior parte dei cittadini russi. Sappiamo che hai descritto molte volte la logica e le ragioni di quella decisione. Tuttavia, decisioni di questa importanza difficilmente vengono prese senza un motivo speciale. Cosa è successo prima che tu prendessi la decisione?

Vladimir Putin: L'ho detto molte volte e oggi difficilmente sentirai nulla di nuovo. Quello che è successo? Non parlerò dell'espansione della NATO in Ucraina, che per noi era assolutamente inaccettabile, e tutti lo sapevano, ma semplicemente ignoravano i nostri interessi di sicurezza. ... Ho detto all'inizio, il giorno in cui è iniziata l'operazione, che la cosa più importante per noi è aiutare il Donbass. Ne ho già parlato, e se avessimo agito diversamente, non saremmo stati in grado di schierare le nostre forze armate su entrambi i lati del Donbass. …


Ivan Safranchuk: Ivan Safranchuk, Università MGIMO. … È vero che il mondo è sull'orlo del possibile uso di armi nucleari? Come si comporterà la Russia in queste circostanze? …

Vladimir Putin: La provocazione nucleare e l'accentuarsi della possibilità che la Russia possa teoricamente utilizzare armi nucleari vengono utilizzate per raggiungere questi obiettivi: influenzare i nostri amici, i nostri alleati e gli stati neutrali dicendo loro, guarda chi sostieni; La Russia è un paese così spaventoso, non supportarlo, non cooperare con esso, non commerciare con esso. Questo è, in effetti, un obiettivo primitivo. Cosa sta succedendo in realtà? Dopotutto, non abbiamo mai detto nulla in modo proattivo sulla Russia che potrebbe utilizzare armi nucleari. Tutto ciò che abbiamo fatto è stato un accenno in risposta alle dichiarazioni fatte dai leader occidentali. … Infine, sull'uso o meno di [armi nucleari]. L'unico paese al mondo che ha usato armi nucleari contro uno stato non nucleare sono stati gli Stati Uniti d'America; l'hanno usato due volte contro il Giappone. Qual era l'obiettivo? Non ce n'era affatto bisogno militare. Qual era la praticabilità militare di usare armi nucleari contro Hiroshima e Nagasaki, contro i civili? C'era stata una minaccia per l'integrità territoriale degli Stati Uniti? Ovviamente no. Non era pratico neanche dal punto di vista militare, perché la macchina da guerra giapponese era già stata distrutta, non era in grado di resistere, quindi che senso aveva dare il colpo di grazia con le armi nucleari? A proposito, i libri di testo giapponesi di solito dicono che furono gli Alleati a sferrare un colpo nucleare al Giappone. Hanno una presa così salda sul Giappone che i giapponesi non possono nemmeno scrivere la verità nei loro libri di testo scolastici. ... Quanto alla Russia... Abbiamo la Dottrina Militare e dovrebbero leggerla. Uno dei suoi articoli spiega i casi in cui, perché, in relazione a cosa e come la Russia ritiene possibile utilizzare armi di distruzione di massa sotto forma di armi nucleari per proteggere la propria sovranità, integrità territoriale e garantire la sicurezza del popolo russo. …


Fëdor Lukyanov: Va bene. E che dire del ruolo di un leader che deve prendere una decisione su questo tema?

Vladimir Putin: Siamo pronti a risolvere qualsiasi problema. Non stiamo rifiutando. Lo scorso dicembre abbiamo offerto agli Stati Uniti di continuare il dialogo sulla stabilità strategica, ma non abbiamo ricevuto risposta. Era il dicembre dello scorso anno. Silenzio. …

Fyodor Lukyanov: Due anni fa, hai parlato molto bene del presidente Erdogan alla riunione del Valdai Club, dicendo che non si è tirato indietro sulle sue parole ma ha fatto quello che aveva detto che avrebbe fatto. Molte cose sono successe negli ultimi due anni. La tua opinione su di lui è cambiata?

Vladimir Putin: No. È un leader competente e forte che è guidato soprattutto, e forse esclusivamente, dagli interessi di Turkiye, della sua gente e della sua economia. Questo spiega in gran parte la sua posizione sulle questioni energetiche e, ad esempio, sulla costruzione di TurkStream. Abbiamo proposto di costruire un hub del gas in Turkiye per i consumatori europei. Turkiye ha sostenuto questa idea, ovviamente, prima di tutto, sulla base dei propri interessi. Abbiamo molti interessi comuni nel turismo, nel settore edile e nell'agricoltura. Ci sono molte aree in cui abbiamo interessi comuni. Il presidente Erdogan non permette mai a nessuno di avere un passaggio gratuito o agisce nell'interesse di paesi terzi. Sostiene soprattutto gli interessi di Turkiye, anche nel dialogo con noi. In questo senso, Turkiye nel suo insieme e personalmente il presidente Erdogan non sono partner facili; molte delle nostre decisioni nascono in mezzo a dibattiti e negoziati lunghi e difficili. Ma c'è il desiderio da entrambe le parti di raggiungere un accordo, e di solito lo facciamo. In questo senso, il Presidente Erdogan è un partner coerente e affidabile. Questa è probabilmente la sua caratteristica più importante, che è un partner affidabile. …


Kubat Rakhimov: Sono Kubat Rakhimov della Repubblica del Kirghizistan. … Cosa ne pensi della possibilità di trasferire la capitale della Federazione Russa al centro del Paese, cioè al centro del continente eurasiatico, in modo che possa essere più vicina ai Paesi dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai? Grazie.


Vladimir Putin: … Sì, ne abbiamo parlato. La capitale russa è stata spostata più volte nella storia dello stato russo. Storicamente e mentalmente, il centro della Russia è sempre associato a Mosca e, secondo me, non ce n'è bisogno. Ci sono problemi nello sviluppo della capitale come area metropolitana, ma devo dire che, con la squadra del sindaco Sobyanin, questi problemi vengono affrontati e risolti molto meglio che in molti altri paesi e aree metropolitane. …


Alexander Prokhanov: Signor Presidente, molto spesso gli stranieri ci chiedono: “Cosa potete offrire voi russi al mondo moderno? Dove sono i tuoi vincitori del premio Nobel? Dove sono le tue grandi scoperte, le conquiste industriali e scientifiche?” I miei colleghi spesso rispondono: “Beh, che dire della grande cultura russa? Puskin? Rublev? Icone russe? La meravigliosa architettura russa?" Dicono: “Ma questo era tutto nel passato. E oggi?" Quando ti ho ascoltato oggi, mi sono reso conto di ciò che la Russia può offrire al mondo: la Russia può offrire una religione di giustizia, perché questa religione, questo sentimento è al centro di tutta la cultura russa e del sacrificio di sé russo. E oggi, la Russia sta facendo questo sacrificio, essenzialmente, sta opponendosi da sola al resto del mondo, il crudele mondo occidentale, conducendo questa lotta per la giustizia. ... Forse dovremmo fare dell'attuale ideologia russa una religione di giustizia?


Vladimir Putin: Sai, hai appena detto che stiamo facendo sacrifici per il bene di altri popoli. Discuterò con te qui. Non stiamo sacrificando nulla. Stiamo lavorando per rafforzare la nostra sovranità, ed è nel nostro stesso interesse. Innanzitutto, rafforzando la nostra sovranità finanziaria ed economica, getterà le basi per la nostra crescita futura: crescita tecnologica, educativa e scientifica. Che abbiamo o meno premi Nobel. Quando ha fatto Alferov la sua invenzione? È stato insignito del Premio Nobel per questo dopo 30 anni – o quanti? È tutto ciò che conta? L'ex presidente degli Stati Uniti è stato insignito del premio Nobel. È questo un indicatore di successo reale? Con tutto il rispetto sia per il Comitato per il Nobel che per il vincitore di questo straordinario premio Nobel, è questo l'unico indicatore?

mercoledì 14 settembre 2022

Crisi Ucraina 2014 - Articolo del Corriere della Sera del 23 febbraio 2014

Nemmeno di proposito, mentre mi accingevo a sistemare e ad incartare alcuni vecchi oggetti, ecco cosa salta fuori. Pezzo storico di Paolo Valentino più altre due interviste che rappresentano chiaramente la prima fisica fase della volontà del Cremlino di riconquistare l'Ucraina. Buona lettura.







sabato 20 agosto 2022

PROPAGANDA RUSSA - CHAPTER N. 2

In realtà più che di propaganda russa sarebbe il caso di definirla propaganda nostrana; la domanda che mi pongo ogni volta quando leggo luoghi comuni sul conflitto ucraino è "A che pro?" Viviamo da quasi 80 anni in una condizione di pace sul nostro territorio nazionale, nonostante i problemi che ha l'Italia viviamo generalmente in un paese civile e libero, ripeto, con tutti i problemi quotidiani del caso, viviamo in una consolidata democrazia. A che pro voler infangare e contraddire in modo così radicale tutto questo? A che pro legittimare un intervento militare in Ucraina a dir poco folle, crudele e sconsiderato? Faccio molta fatica a capacitarmi di quante persone non abbiamo compreso fino in fondo la situazione drammatica che attualmente stiamo vivendo. Trovo altresì incomprensibile quanto sia fertile l'Italia all'attecchimento della propaganda russa. E' forse tutto causato dal malcontento popolare in relazione ai problemi energetici che hanno fatto lievitare l'inflazione e le spese correnti di gas ed energia? Non conosco a fondo la situazione degli altri paesi europei, credo, da quello che leggo e vedo, che la nostra nazione è tra tutte quelle europee la più arretrata in tal senso. Detto questo, sono inciampato per curiosità nel blog di Giorgio Bianchi, un giornalista romano portabandiera delle ragioni della Federazione Russa in merito alla "operazione speciale" sul suolo Ucraino. Tra l'altro candidato alle prossime elezioni con il Partito Italia Sovrana e Popolare. Tra tutti gli articoli presenti nel blog quello che ha attirato maggiormente la mia attenzione è datato 28 febbraio 2022 e firmato da Roberto Buffagni https://www.giorgiobianchiphotojournalist.com/blog/guerra-in-ucraina-punto-della-situazione/ (quindi rebloggato probabilmente da qualche social del predetto R.B.), che vorrei analizzare. Di seguito il testo con delle mie note a margine:



GUERRA IN UCRAINA, PUNTO DELLA SITUAZIONE
28 FEBRUARY 2022

Riassumo con la massima brevità il decorso degli eventi passati e propongo una ipotesi interpretativa degli eventi futuri.



1. Causa profonda della guerra è la decisione strategica USA di espandere a Est la NATO. L’espansione inizia con l’Amministrazione Clinton, dopo il crollo dell’URSS. George Kennan, Henry Kissinger, John Mearsheimer – per citare soltanto le maggiori personalità USA nel campo delle relazioni internazionali– la ritengono un errore di prima grandezza, foriero di gravi conseguenze.

2. Il Summit NATO di Bucarest 2008 dichiara che Georgia e Ucraina entreranno nella NATO. Francia e Germania sono contrarie ma cedono alla pressione americana. Ne risulta un compromesso: non viene specificata la data dell’ingresso.

3. La Russia chiarisce immediatamente che l’ingresso di Georgia e Ucraina nella NATO è inaccettabile. La ragione di fondo è che Georgia e Ucraina nella NATO diventerebbero bastioni militari occidentali alla frontiera russa. Immediatamente dopo il Summit di Bucarest la Russia invade la Georgia per impedire che entri nella NATO. Non è in grado né politicamente né militarmente di fare lo stesso con l’Ucraina.

4. Nel 2014 gli USA orchestrano un colpo di Stato in Ucraina e vi insediano un governo a loro gradito che inserisce in Costituzione la volontà di associarsi alla NATO.

5. Nel 2021 gli Stati Uniti e i paesi UE iniziano ad armare seriamente le FFAA ucraine.

6. A fine 2021 la Russia apre una trattativa diplomatica con gli Stati Uniti. Il punto chiave della proposta russa è la firma di un trattato a garanzia che l’Ucraina non entrerà nella NATO. Contro il costume diplomatico, la Russia rende pubblica la bozza di trattato.

7. Gli Stati Uniti si rifiutano di garantire per iscritto che l’Ucraina non entrerà nella NATO, perché facendolo rinuncerebbero al ruolo di decisore “superiorem non recognoscens” dell’ordine internazionale unipolare, che rivestono da dopo il crollo dell’URSS. Chiariscono immediatamente che NON interverranno militarmente a difesa dell’Ucraina in caso di attacco russo. Una grande potenza nucleare affronta sul campo un’altra grande potenza nucleare solo quando la posta in gioco è un interesse vitale di entrambe. L’Ucraina è un interesse vitale russo, NON è un interesse vitale USA.

8. Alla conferenza di Monaco, il capo del governo ucraino annuncia che l’Ucraina medita di acquisire armi atomiche tattiche. Le armi atomiche tattiche più piccole possono cancellare dalla faccia della terra una divisione corazzata.

9. Forse a causa di questo annuncio, la Russia accelera i tempi. Riconosce le Repubbliche del Donbass, invade l’Ucraina. Conduce la guerra nelle modalità più adeguate a risparmiare la vita dei civili, in vista di una riconciliazione/stabilizzazione dell’Ucraina. L’obiettivo strategico russo NON prevede la conquista totale o parziale del paese, ma la sua neutralizzazione, il riconoscimento delle Repubbliche del Donbass e della Crimea, la smilitarizzazione dell’Ucraina.

10. Gli USA – più precisamente, l’establishment che ne dirige la politica estera, che è in grado di influenzare pesantemente qualsiasi Amministrazione – decidono di attuare una strategia bellica indiretta, con l’obiettivo di provocare il “regime change” in Russia, e utilizzano come strumento politico i paesi UE, che assumono il ruolo di “NATO politico-economica”.

11. Vengono decise dagli USA e dai paesi UE importanti sanzioni economiche alla Russia, compreso il congelamento ossia il sequestro degli attivi della Banca Nazionale russa detenuti in paesi occidentali (un atto di guerra).

12. Vengono altresì decise dai paesi UE draconiane misure che anch’esse risultano in veri e propri atti di guerra: finanziamento UE e invio in Ucraina di sistemi d’arma, non solo difensivi ma offensivi (aerei da combattimento). La distinzione tra sistemi d’arma offensivi e difensivi, che sul campo di battaglia non ha valore alcuno, è invece legalmente rilevante. L’invio di sistemi d’arma difensivi a un paese in guerra non costituisce un atto di guerra contro il suo nemico, l’invio di sistemi d’arma offensivi sì.

13. Svezia e Finlandia, paesi neutrali confinanti con la Russia, annunciano di prendere in considerazione il proprio ingresso nella NATO.

14. La Germania annuncia un vasto programma di riarmo.

15. L’invio di sistemi d’arma all’Ucraina non cambia l’esito del conflitto in Ucraina, perché non muta i rapporti di forza tra i contendenti, fortemente sbilanciati a favore della Russia. È una provocazione rivolta alla Russia. La sfida a reagire ad atti di guerra veri e propri, sapendo che una reazione militare russa contro i paesi UE, che sono anche paesi NATO, causerebbe un conflitto aperto NATO-Russia. L’intento della provocazione è dimostrare l’impotenza russa: “Hai morso un boccone troppo grosso per te”, e così destabilizzare il governo della Federazione russa.

16. Il governo russo eleva l’allerta nucleare. Si tratta di un caso di “to escalate for de-escalation”. Con l’escalation, si manda un messaggio all’avversario: “Sappiate che siamo disposti ad arrivare fino in fondo, conflitto nucleare compreso. De-escalate o ne subirete le conseguenze”.

17. Sono annunciati per stamattina i primi colloqui tra rappresentanti del governo ucraino e del governo russo.

18. L’operazione “regime change” in Russia fa leva su tutte le faglie di conflitto presenti in Russia, anzitutto sui nazionalismi degli Stati che compongono la Federazione. Lo scenario previsto dai pianificatori è analogo a quello già attuato nella ex-Jugoslavia: guerra civile, frammentazione della Federazione russa, implosione dello Stato federale, nuovi governi diretti da personale politico gradito all’Occidente, e il Presidente federale russo V. Putin, già descritto dai media occidentali come gangster mentalmente squilibrato, come il Presidente jugoslavo Milosevic imputato davanti al Tribunale internazionale dell’Aja.

19. Da quanto precede risulta molto chiaro che la Russia NON può fare marcia indietro. Se lo fa, il governo si destabilizza e si innesca la seconda fase dell’operazione “regime change”: rivoluzioni colorate negli Stati componenti la Federazione russa. Inoltre, l’Ucraina è l’ultima linea di difesa militare e politica della Federazione russa, che ha le spalle al muro e difende la sua sopravvivenza.

20. Ricordo che per evitare la presente, pericolosissima situazione, bastava una di queste due cose: a) garantire per iscritto che l’Ucraina non avrebbe aderito alla NATO b) che un solo paese UE proponesse, prima dell’inizio delle ostilità, una revisione del sistema di sicurezza europeo che tenesse conto degli interessi russi, orientata alla neutralizzazione dell’Ucraina.

21. Prevedo che i colloqui tra Ucraina e Russia non sortiranno risultati. Il governo ucraino è guidato dagli USA. È interesse USA, in vista dell’operazione “regime change”, guadagnare tempo e far salire la pressione sul governo russo.

22. Il presente atteggiamento dei paesi UE non è nell’interesse di alcuno dei paesi europei, compresi i paesi confinanti con la Russia. Infatti, la Russia NON ha intenzione di espandersi, né in Ucraina, né altrove (non ne ha la capacità politico-militare). La Russia sta difendendo la sua integrità politica e la sua sopravvivenza come Stato unitario.

23. Il presente atteggiamento dei paesi UE mette a grave rischio tutti i paesi europei. Esso è dettato dagli USA, che così possono fare una politica “short of war” contro la Russia a costo zero. Il costo, economico e politico, lo pagano i popoli europei.

24. Il presente atteggiamento dei paesi UE fa sospettare che i loro dirigenti non si rendano conto della gravità degli atti che stanno compiendo, né delle loro possibili conseguenze.

25. Ripeto infatti che la Russia NON può fare marcia indietro, e che i suoi obiettivi non sono espansionistici o imperialistici, ma strettamente difensivi. La Russia li ritiene interessi vitali, che è necessario garantirsi per sopravvivere.

26. La Russia è una grande potenza nucleare. Nessuno al mondo tranne Dio o il senno di poi sa quali conseguenze potrebbe avere un eventuale successo dell’operazione “regime change” in Russia, perché nessuno può sapere a chi andrebbe il controllo dell’arsenale nucleare russo, o di porzioni di esso, più che sufficienti a provocare distruzioni catastrofiche.

27. Inoltre, un conclusivo fallimento dell’operazione “regime change” seguente a un suo parziale, temporaneo successo, potrebbe favorire comportamenti disperati e irrazionali della direzione politica russa, che, lo ricordo ancora, sente di stare lottando per la sopravvivenza della Russia.

28. La decisione tedesca di riarmare, e di inviare in Ucraina armi che uccideranno soldati russi, unita alla presenza in Ucraina di formazioni che si richiamano al nazional-socialismo, non può non richiamare alla mente dei russi quanto è accaduto nella IIGM, quando i tedeschi uccisero 22 MLN di civili russi, e una parte degli ucraini si schierò contro l’URSS al fianco dei nazisti. I russi chiamano la IIGM “Grande Guerra Patriottica”, ne celebrano solennemente il ricordo, si riuniscono intorno ad esso. Patriottismo e nazionalismo sono una forza molto potente, in Russia. Le emozioni che essi suscitano quando si ritenga in pericolo la sopravvivenza della nazione possono travolgere la razionalità.

29. Molto importante: d’ora in poi, è assolutamente necessario prendere alla lettera, e credere dalla prima parola all’ultima, i moniti e le minacce ufficiali rivolti all’Occidente dalla dirigenza russa. Il centro direttivo politico russo, infatti, non solo non ha alcuna ragione di mentire o di minacciare a vuoto, ma ha l’assoluta necessità di essere chiaro, sincero e coerente nelle proprie dichiarazioni ufficiali rivolte all’occidente. È infatti questo l’unico strumento a sua disposizione per controllare razionalmente il decorso degli eventi, ed evitare che essi sfuggano di mano e precipitino nella catastrofe. Pensare che la direzione russa stia bluffando è la ricetta per il disastro.

30. È molto importante, per chi condividesse questa lettura degli eventi, far giungere, come può, ai parlamentari italiani, il proprio preoccupato dissenso per l’atteggiamento del nostro governo e della UE. Si rammenti che solo il Parlamento può decidere legittimamente atti di guerra, e che l’art. 11 della Costituzione italiana “ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Questa in corso è una controversia internazionale, che può comporsi rapidamente garantendo la neutralità ucraina.

31. Per concludere, ricordiamo che un atteggiamento aggressivo e intransigente, e, peggio, la collaborazione all’operazione “regime change” in Russia, può gettare nel baratro l’Ucraina. L’esito militare del conflitto, stanti le forze in campo e l’impossibilità russa di fare marcia indietro, è predeterminato. L’unico effetto reale dell’aggressività intransigente potrebbe essere un aumento della pressione militare russa, al fine di concludere rapidamente le operazioni. Questo implicherebbe l’adozione di uno stile bellico molto più violento, e un aumento vertiginoso di caduti civili. Se poi gli eventi sfuggissero di mano, e dessero luogo a uno scontro diretto NATO-Russia, un atteggiamento aggressivo e intransigente potrebbe gettare nel baratro anche le nazioni europee.

32. Molte persone assistono allo svolgersi di questa vicenda come se fosse una serie TV. Non è una serie TV, è la realtà. Non siamo a Disneyland, non siamo nel Paese delle Meraviglie. Non siamo bambini: non è vero che Papà USA, che è tanto forte e tanto giusto, ci protegge e saprà far sì che tutto finisca nel migliore dei modi. Cerchiamo di essere adulti responsabili. Risolta questa crisi, discuteremo di nuovo dei valori, dei modelli di società, delle ragioni e dei torti: che sono molto importanti. Però, prima di discutere dei valori e dei modelli di società bisogna saper vivere, e sopravvivere.



Roberto Buffagni.














NOTE A MARGINE
19 AGOSTO 2022












1. La causa della guerra non può essere l'espansione della NATO per il semplice fatto che la Svezia e la Finlandia dopo l'attacco russo sono entrate a far parte dell'Alleanza, questo decapita la falsa narrazione dell'espansione della NATO come casus belli. Il potere decisionale all'interno della Nato non è avvallato dai soli Stati Uniti.









2. I dossier sugli esiti del summit menzionato sono completamenti diversi da quanto enunciato dal Buffagni: "Russian President Putin was pleased about the alliance deciding not to invite Georgia and Ukraine to the Membership Action Plan at least for the time being." E il seguente articolo di Maura Morandi del 2008 descrive la delusione della Georgia: https://www.balcanicaucaso.org/Tutte-le-notizie/Per-ora-niente-Georgia-41243


3.  Le cause del conflitto in Ossezia del Sud sono spiegate in un report scaricabile qui 



















4. Definire colpo di stato una rivoluzione popolare è un'opinione personale conciliante con la narrazione propagandistica russa. I fatti di Euromaidan sono ampiamente documentati e ben descritti anche su wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Euromaidan



5. L'inizio degli approvvigionamenti militari da parte della NATO partono già dal 2014 a seguito dell'invasione della Crimea e delle attività militari dei separatisti in Donbass. Nell'inverno 2020-2021 le imponenti esercitazioni militari Russe al confine con l'Ucraina furono un grande segnale di allarme che si è concretizzato nell'inverno successivo. In entrambe le esercitazioni sia Lavrov che Putin accusarono l'occidente di inutile isterismo e che mai avrebbero invaso l'Ucraina.

6. A prescindere che l'ingresso nella Nato da parte dell'Ucraina era un capitolo non dico chiuso ma di improbabile prosecuzione visti i problemi che l'ex paese sovietico accusava, non avendo minime possibilità di raggiungere i parametri per l'ingresso dell'Alleanza, le richieste della Russia erano basate sulla strategia di consolidare il casus belli dell'espansione della Nato per giustificare l'operazione speciale di dezanificazione, quest'ultimo altro vocabolo utilizzato dalla propaganda per legittimare l'intervento Russo.

7. Con quale tipologia di documento si sarebbe potuto garantire per iscritto che l'Ucraina non entrerà nella NATO? Con quale modus operandi e seguendo quale diritto internazionale si sarebbe dovuto redigere quanto descritto dal Buffagni? Dallo stesso non viene mai inoltre menzionato un accordo che definiva come inviolabili i confini ucraini, documento sottoscritto anche dalla stessa Russia ovvero il Memorandum di Budapest del 1994. Una nazione deve essere indipendentemente libera di scegliere se entrare nella Nato o nell'OTSC. Non obbligata nella scelta o di non scegliere.



8. Alla conferenza di Monaco Zelensky fece cenno alle armi atomiche in relazione proprio al disatteso Memorandum di Budapest relativo all'accordo al contrasto della proliferazione delle armi nucleari.






9. La Russia non ha accelerato i tempi per questi falsi motivi, l'invasione era premeditata e pianificata da anni, come predetto anche durante l'inverno precedente ci fu la stessa imponente esercitazione svoltasi come nel 2022. L'invasione della Crimea del 2014 e la colossale costruzione del ponte di collegamento con la Russia sono un altro esempio della premeditata strategia militare del Cremlino.













10. La "strategia bellica indiretta" è dettata dalla situazione, le scelte erano due, o lasciare l'Ucraina al proprio destino o aiutarla militarmente a resistere all'invasione.













11. Idem come sopra, o si lasciava l'Ucraina al proprio destino e a soccombere all'invasione russa di tutto il territorio o si applicavano sanzioni atte ad indebolirne le basi economiche russe e ad arrivare così ad un armistizio. Attualmente a dispetto delle notizie propagandistiche, sembra che le sanzioni stiano avendo le dovute conseguenze sul tessuto economico russo. Il rovescio della medaglia è la crisi energetica europea e il considerevole aumento dell'inflazione.

12. L'Italia facente parte della Nato ha dovuto e deve fare la sua parte.




















13. Ad oggi hanno fatto già ingresso; fatto di basilare importanza è che la richiesta ed il conseguente ingresso nella Nato è successivo all'inizio del conflitto, a testimonianza della falsa narrazione russa dell'espansionismo della Nato quale causa della guerra.

14. Anche la Polonia in primis in modo imponente ed un po' tutte le nazioni hanno deciso di aumentare la spesa militare, la causa di ciò a chi dovrebbe essere attribuita?

15. Attualmente tali affermazioni danno testimonianza della poca obbiettività di questo testo. Il rapporto di forza anche se sbilanciato ha permesso all'Ucraina, grazie gli armamenti occidentali, di difendersi su un fronte lungo ben 2500 km. Attualmente c'è una situazione di stallo tra i due eserciti, questo potrebbe portare a due situazioni, o ad un proseguimento di una lunga guerra di lento logoramento (stile prima guerra mondiale) che porterebbe a seri problemi ad entrambi in contendenti o all'arrivo forzato di un armistizio.












16. E' dall'inizio del conflitto che Putin minaccia chi si sarebbe frapposto all'operazione speciale. L'arroganza e la prepotenza non deve soverchiare il diritto internazionale.









17. Questi colloqui si sono rilevati un bluff da parte dei russi, dimostratisi non disposti a trattare su nulla.



18. Putin a tutt'oggi dovrà rispondere dei crimini di guerra perpetrati in Ucraina. Mi sembra il minimo.

























19. In questo vicolo cieco si è infilata la Russia. La via d'uscita è rimediare con una seria volontà di trovare un armistizio; non è un problema dei paesi occidentali se il governo della federazione Russa ne uscirà destabilizzato. L'intransigenza a trovare un serio accordo dimostra la situazione politica interna russa, sempre più rivolta a trasformarsi in un regime autarchico.









20. Bastava una cosa, che la Russia non invadesse l'Ucraina e nulla sarebbe accaduto. "Orientata alla neutralizzazione dell'Ucraina" forse questo è un buffo lapsus freudiano, forse chi ha redatto questo testo intendeva scrivere la "neutralità dell'Ucraina"...










21. E' nell'interesse degli USA la fine del conflitto e delle sue conseguenze. Questa narrazione che il governo ucraino sia guidato dagli USA fa parte del classico repertorio della paranoica propaganda russa.






22. La Russia si è espansa in Ucraina (annessione della Crimea nel 2014 ed invasione nel 2022). Per difendere la sua integrità politica e la sua sopravvivenza come stato unitario la Russia inizia ad attaccare un altro stato preventivamente? Ecco altro esempio di paranoia russa.










23. E' la conseguenza della guerra, non è una scelta dell'Europa o degli USA. Quale atteggiamento l'Unione Europea avrebbe dovuto avere dopo l'invasione ucraina?








24. Vengono dimenticate le analogie con l'avvento della seconda guerra mondiale. Come non ricordare che anche Hitler annesse alla Germania senza colpo ferire i sudeti prima e l'intera Cecoslovacchia poi, con il benestare di tutte le democrazie europee.


25. Queste del punto 25 sono mere opinioni personali e dettate dal regime politico in cui si trova la federazione russa. Bisogna ricordare che nonostante Putin goda di ampio appoggio popolare nella sua madre patria (fu lo stesso nei regimi nazi fascisti di non tanti anni fa), essa è anche basata sulla repressione interna ad ampio raggio. Basti pensare che sono state introdotte regole per le quali in Russia si può essere perseguiti solo enunciando la parola guerra o sfoggiando i colori giallo e blu.

26. Solo la risposta occidentale al conflitto e il popolo russo potrà accompagnare il passaggio di potere nella Federazione Russa. Avvallando l'uso della forza a discapito delle regole e del diritto internazionale non farebbe altro che incentivare i motivi di preoccupazione narrati in questo punto.









27. Idem punto 26.












28. Questo punto fa parte della narrazione propagandistica russa. Per raccontare gli eventi storici bisogna essere estremamente obbiettivi. Vero che durante la seconda guerra mondiale parte dell'ucraina si schierò al fianco dei nazisti, e questo successe in molte altre parti dell'Europa (ad esempio Croazia, e le conseguenze di quanto successo in Yugoslavia ne fanno una spiegazione storica esemplare di quanto si ripetano i pretesti e le cause scatenanti di una guerra). Si dimenticano però alcuni aspetti fondamentali: l'Ucraina con l'avvento della seconda guerra mondiale usciva stremata dall'Holomodor, gli ucraini non amavano pertanto Stalin. Quale altra buona occasione per vendicarsi se non affiancarsi ai tedeschi con la ahimè falsa speranza di poter riaffermare la propria identità o addirittura di una ucraina indipendente? Si dimentica altresì e non viene mai fatto cenno dalla propaganda russa che durante la seconda guerra mondiale gli Stati Uniti fornirono all'Urss gli armamenti per difendersi. Questo fatto non viene mai nemmeno accennato quando la narrazione definisce un errore l'invio di armi all'Ucraina. Idem per la nostra resistenza, da dove arrivarono le armi per i partigiani italiani? Rimane l'attuale grande ipocrisia della finta pacifista estrema sinistra italiana di cui Giorgio Bianchi, promotore di questo articolo, fa parte, oltretutto allineata su questa questione con l'estrema destra.

29. Non possiamo assoggettarci al fanatismo russo descritto nel punto 28 e 29 avendo sotto gli occhi una guerra scatenata per puri interessi personali di una nazione. Sulla chiarezza e sincerità delle dichiarazioni ufficiali della Federazione Russa vorrei ricordare un solo preciso antefatto. Prima del 24 febbraio 2022, in concomitanza delle esercitazioni militari russe al confine con l'Ucraina, Lavrov e Putin in persona dissero esplicitamente e letteralmente in via ufficiale che mai avrebbero invaso ed attaccato l'Ucraina, e che tutto ciò era dettato da puro isterismo occidentale. Idem fu fatto nell'inverno 2020-2021. Ora per quale strano motivo il narratore esprime questo punto? Ovvio che ogni dichiarazione deve essere presa seriamente, ma nessuno può usare la legge della forza a discapito oltretutto di una nazione intera.








30. L'art. 11 della costituzione, come al solito in questi casi, viene enunciato nelle prime due righe, invece l'articolo continua e lo riporto per la sua interezza. Art. 11 L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. 
"Questa in corso è una controversia internazionale, che può comporsi rapidamente garantendo la neutralità ucraina." Mai affermazione può essere più falsa: la neutralità ucraina per la Russia deve essere intesa come nazione governata da chi alla Russia fa più comodo, alla stregua della Bielorussia. Di quale neutralità parliamo? Fino al 2014 l'Ucraina è sempre stata neutrale nonostante la richiesta di entrare nell'unione europea e nella Nato che ogni stato dovrebbe poter avviare liberamente come una eventuale richiesta di ingresso nell'OTSC. Eppure no, per il narratore all'Ucraina basterebbe essere neutrale (ma con le regole della Russia).

31. L'aggressività intransigente è stata quella dimostrata dalla Federazione Russa non dalla Nato e dagli USA.





























32. No comment. Da che pulpito.


























Redaelli Stefano







giovedì 18 agosto 2022

Belarusians ’ views on Russia ’s war on Ukraine - sondaggio condotto dall'8 al 18 aprile 2022

Di seguito un sondaggio condotto tra la popolazione bielorussa, emerge che l'intervento russo in Ucraina è decisamente impopolare. Lukashenko potrebbe non avere altra scelta che fingere di essere il fedele alleato della Russia nella sua guerra contro l'Ucraina, ma sarà un generale senza un esercito se decide di inviare le sue truppe. I bielorussi sono in gran parte contrari alla guerra.

Fonte: Chatman House

Metodologia del sondaggio

Chatham House ha intervistato 823 intervistati tra l'8 e il 18 aprile 2022. Il nostro campione corrisponde alla struttura della popolazione urbana della Bielorussia ed è adattato per sesso, età, dimensione dell'insediamento e livello di istruzione. Il sondaggio è stato condotto utilizzando il metodo Computer Assisted Web Interview (CAWI), che in pratica significa questo era limitato agli utenti di Internet. Sebbene varie fonti affermino che solo il 75-82% della popolazione della Bielorussia utilizza il web, gli utenti di Internet rimangono più attivi economicamente e socialmente. Pertanto, nonostante il nostro campione sia stato ponderato per riflettere accuratamente la composizione del bielorusso società, è possibile che il sostegno a Lukashenka e alle sue politiche possa essere leggermente superiore a quanto indicato da questo sondaggio, poiché i sostenitori di Lukashenko tendono ad essere meno attivi socialmente ed economicamente dei suoi detrattori. Anche noi riconoscere il "fattore paura" che influenza i sondaggi politici in Bielorussia (alcuni intervistati potrebbero esitare a esprimere a atteggiamento negativo nei confronti di Lukashenko). Abbiamo scelto il metodo CAWI per la natura repressiva della legislazione bielorussa, oltre che per i rischi aggiuntivi affrontati dai ricercatori che collaborano con noi per questo studio, rendono impossibili le interviste faccia a faccia. Il margine di errore statistico del nostro campione di 823 persone (con un livello di confidenza del 95%) non supera 3,6%.















venerdì 11 marzo 2022

PROPAGANDA RUSSA

 Il giorno 10.03.2022 l'ambasciata della federazione russa in Italia scrive questo (riporto testualmente):

❗️Il tentativo di gonfiare lo scandalo attorno alla presunta distruzione da parte della #Russia dell’ospedale a #Mariupol è il massimo del cinismo e della campagna di menzogne sulla nostra operazione militare speciale in #Ucraina.
Il fatto che l’ospedale era occupato dai militanti nazi e trasformato in un punto di fuoco era conosciuto sin dall’inizio dell’operazione. Il 7 marzo durante l’intervento nel Consiglio di sicurezza abbiamo appositamente informato i colleghi su questo fatto. Però nessuno ci ha dato retta. Per sfortuna alla campagna di divulgazione di #fakenews ha aderito anche il segretario generale dell’ONU.
Oltre al tweet abbiamo divulgato in qualità di un documento ufficiale del Consiglio di Sicurezza la lettera del rappresentante permanente della Russia presso l’ONU Vassiliy Nebenzya con l’appello di non lasciarsi ingannare dalla propaganda dell’Ucraina 👉 https://russiaun.ru/en/news/070322n.

Posso "capire" che la propaganda russa possa insinuare che la situazione nel Donbass è causata esclusivamente dai "nazisti ucraini", posso "capire" che l'ucraina stesse preparando delle armi chimiche per un attacco contro la russia (ironizzo anche su queste affermazioni assurde, conoscendo il lavaggio del cervello a cui è sottoposta la popolazione russa, anche se con le dovute difficoltà, in parte può essere capibile che per una fetta della popolazione russa e filorussa ogni "evidenza" detta al riguardo possa essere presa come plausibile); ma arrivare ad affermare che a fianco di malati oltretutto di un ospedale pediatrico vengano stabilmente inseriti dei militari ucraini mi sembra forse un po' troppo geniale come situazione. Questa si chiama propaganda russa. 
Chi crede a queste menzogne dovrebbe vergognarsi, ma la vergogna più grande debbono averla i politici e la classe dirigente/amministrativa russa che propina al popolo russo tali menzogne, arrivando al limite del sopportabile e dell'assurdo. All'ospedale pediatrico bombardato sono morte tre persone di cui un bambino di 6 anni. Pochi giorni prima moriva sempre a Mariupol un bambino di 18 mesi, di sete. Ambasciata della federazione russa in italia, di cosa state discutendo? E' arrivata  l'ora che tutta la popolazione russa in primis e le sue istituzioni si dissocino dalla guerra e dall'invasione russa che sta causando questa nefandezza, perché in caso contrario la storia e l'odio continuerà e non si fermerà alle vostre inutili ipocrisie e spudorate fandonie. E chi non si schiera per la pace, russia in primis è responsabile di questa primitiva atrocità, tra tutte le guerre viste e vissute ovviamente mai in prima persona, anche se non è possibile stilarne una graduatoria in quanto ogni singola guerra è una vergogna, questa è la più inutile ed assurda nelle motivazioni, la stupidità umana non ha mai fine. Grazie russia per l'operazione militare speciale in ucraina, siete magnifici e portatori di pace in terre ostili.